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INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO

Durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2023, Pietro Curzio, il Primo Presidente della Cassazione ha presentato l’analisi della giustizia dell’anno appena concluso, illustrando prospettive e criticità. A presenziare vi erano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il neo vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il Procuratore Generale, Luigi Salvato, l’Avvocato Generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, e la Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Maria Masi.

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Il primo ad intervenire è stato Curzio, che ha subito sottolineato la questione omicidi: “circa la metà sono avvenuti nell’ambito dei rapporti familiari ed affettivi e una parte molto consistente, 122 su 310, vede come vittima la donna, spesso ad opera del partner o ex partner”. Anche se nell’ultimo anno si è avuto un calo che ha classificato l’Italia come “uno dei Paesi più sicuri in Europa”.

Un altro tema che il Primo Presidente della Cassazione ha portato all’attenzione, riguarda la cattura e l’arresto di Matteo Messina Denaro, elogiando i passi avanti fatti nella lotta contro la mafia e terrorismo.

cms_29172/0.jpgProseguendo nel suo discorso, il Presidente Pietro Curzio, ha poi indicato inaccettabile: “il numero delle morti bianche, che anche quest’anno ha superato il livello di 1000 casi, con l’inquietante ritmo di tre morti al giorno. Nei primi dieci mesi del 2022, le denunce sono aumentate del 32,9% rispetto al 2021”.

Questi dati sono la conferma dell’alto rischio e pericolo che si incorre nell’ambito lavorativo.

Concludendo con una visione futura per migliorare il funzionamento del settore della giustizia, Curzio ha aggiunto che bisogna puntare sull’assunzione di nuovo personale, già in atto grazie ai fondi del Pnrr. Lasciando, infine, un punto di riflessione: la mancanza di magistrati al sistema giudiziario. “In media vi sono 22,2 giudici togati ogni 100mila abitanti, mentre in Italia sono solo 11,9”.

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L’intervento da parte del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha precisato che qualsiasi riforma futura in tema di giustizia prima di passare alle valutazioni del Parlamento “si comporrà attraverso l’ascolto di tutte le voci del sistema giustizia, dall’avvocatura all’accademia e alla magistratura”.

Nordio ha poi ribadito il concetto di “sacralità” legato alla figura del giudice, definendo l’autonomia e l’indipendenza dello stesso come “un pilastro della nostra democrazia”. Aggiungendo che la priorità per il Ministero sarà “dare alla giustizia un volto nuovo, in sintonia con le trasformazioni rapide, e talvolta repentine, dei nostri tempi”.

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Il neo vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, in rappresentanza di tutti i consiglieri ha dischiarato che il Csm affronterà: le sfide, numerose e complesse, del sistema giustizia, portando avanti al contempo l’ideale del magistrato che noi riteniamo debba essere perseguito: il magistrato che si distingua per il rigore professionale, per il riserbo in tutti i comportamenti, e per il rispetto della dignità delle persone. L’esercizio del potere giudiziario deve sempre compiersi nel rispetto della sottoposizione alla legge del magistrato e nella piena tutela della dignità della persona”.

Data:

26 Gennaio 2023