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LA POESIA DEL VENERDI’- Joseph von Eichendorff  e  Maria Grazia Marrulli

Il confronto tra Mondnacht di Joseph von Eichendorff e Passando accanto alle betulle di Maria Grazia Marrulli può essere sviluppato in modo chiaro, perché entrambe le poesie mettono al centro la natura e la notte come momenti di riflessione interiore.

In Mondnacht il paesaggio è semplice ma pieno di significato. Il cielo e la terra sembrano avvicinarsi in un gesto silenzioso, quasi affettuoso. I campi ondeggiano piano, i boschi fanno un leggero rumore, la notte è luminosa e piena di stelle. Tutto è calmo e armonioso. Alla fine la scena diventa ancora più interiore: l’anima del poeta apre le ali e vola, come se tornasse a casa. La natura diventa così un luogo di pace e di unione tra mondo esterno e mondo interiore.

In Passando accanto alle betulle troviamo un’atmosfera simile. Anche qui il paesaggio è osservato con attenzione: la foschia sfuma i contorni, il vento muove i rami, la luce della luna illumina i fusti chiari degli alberi. Le immagini sono delicate e lente. La natura non è descritta in modo realistico, ma come qualcosa che suscita emozioni profonde. Il silenzio e la luce notturna accompagnano un pensiero sul tempo che passa e sul passato che si perde.

In entrambe le poesie la notte non è buio o paura, ma un momento di raccoglimento. Il paesaggio diventa uno spazio dove l’io si ferma e ascolta se stesso. In Eichendorff prevale un senso di serenità e di ritorno, mentre nella poesia delle betulle si avverte una lieve malinconia legata al tempo che sfuma. Tuttavia, in tutti e due i testi la natura è lo specchio dell’anima e permette al poeta di esprimere emozioni profonde con parole semplici e immagini chiare.

Joseph von Eichendorff

Nacque nel 1788 nel castello di Lubowitz, in Slesia, e morì nel 1857 a Neisse. Fu uno dei principali esponenti del Romanticismo tedesco. Scrittore e poeta, è ricordato soprattutto per le sue liriche dedicate alla natura, al viaggio e al sentimento della nostalgia, elementi che rendono la sua poesia semplice ma profondamente evocativa.

Fin da giovane mostrò interesse per la letteratura e studiò diritto, pur dedicandosi con passione alla scrittura. Visse in un periodo segnato dai cambiamenti politici e culturali dell’Europa dell’Ottocento. La sua formazione romantica lo portò a vedere nella natura non solo un paesaggio reale, ma un luogo dell’anima, capace di riflettere emozioni, sogni e desideri di armonia.

Nelle sue poesie ricorrono spesso immagini di boschi, campi, vento, stelle e notte. La natura è descritta con parole semplici, ma assume un significato più profondo: diventa simbolo di pace, di ricerca interiore e di ritorno a una dimensione spirituale. Il tema del viaggio è frequente e rappresenta sia uno spostamento reale sia un cammino interiore verso una “casa” intesa come luogo dell’anima.

Tra le sue liriche più conosciute si trova Mondnacht, in cui la notte stellata e il silenzio dei campi accompagnano un momento di elevazione spirituale. Celebre è anche il romanzo Aus dem Leben eines Taugenichts, che racconta in forma narrativa lo spirito libero e sognatore tipico del Romanticismo.

Eichendorff lasciò un segno importante nella poesia europea: la sua scrittura unisce semplicità e profondità, e attraverso il paesaggio riesce a esprimere sentimenti universali come la nostalgia, il desiderio di armonia e il legame tra uomo e natura.

La scelta

La poesia nasce dall’incontro tra natura e sentimento. In Chiaro di luna di Joseph von Eichendorff, nella traduzione di Anna Chiarloni (2010), il paesaggio notturno è descritto con immagini semplici e luminose. Il cielo sembra avvicinarsi alla terra in un gesto silenzioso, e tutto appare calmo e raccolto. La scena è immersa in una luce chiara e delicata, che rende ogni elemento armonioso. I campi ondeggiano piano, i boschi fanno un leggero rumore, la notte è chiara di stelle.

La poesia non racconta una storia precisa, ma un momento di contemplazione. Il poeta osserva la natura e, attraverso di essa, sente qualcosa di più profondo. Nella parte finale l’anima “distende le ali” e vola come verso casa. Questo volo non è reale, ma simbolico: indica un senso di pace e di ritorno interiore.

Chiaro di luna

Era come se il cielo avesse
baciato silenzioso la terra,
e questa in uno scintillio di fiori
dovesse ora sognarlo.

La brezza spirava sui campi,
miti ondeggiavano le spighe,
i boschi stormivano lievi,
tanto chiara di stelle era la notte.

E la mia anima distese
larghe le ali,
volando per silenti terre,
come se volasse verso casa.

In questa poesia la natura non è solo uno sfondo, ma diventa uno specchio dell’anima. La notte è serena e luminosa, non fa paura e invita al silenzio. Il linguaggio è chiaro, le immagini sono delicate e il ritmo è tranquillo. La calma del paesaggio si riflette nei sentimenti del poeta, creando un senso di equilibrio. Eichendorff mostra come un semplice paesaggio possa diventare un momento di riflessione e di armonia interiore, dove l’uomo si sente parte del mondo che lo circonda.

Maria Grazia Marrulli

Nata a Taranto, ha frequentato il Liceo Artistico e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Bari. Ha intrapreso l’attività di insegnante di discipline artistiche e da oltre quarant’anni risiede a Rimini. L’esperienza didattica ha avuto un ruolo significativo nel consolidare la sua sensibilità estetica e la sua attenzione ai linguaggi visivi. Il contatto continuo con il mondo dell’arte e della formazione ha contribuito a definire un percorso espressivo coerente e personale.

La sua ricerca si sviluppa principalmente nell’ambito delle arti visive, con particolare attenzione alla fotografia, alla quale si dedica dal 2004, affiancandola alla scrittura poetica. Le due forme espressive dialogano tra loro: l’immagine diventa punto di partenza della parola poetica, mentre il testo approfondisce e interpreta lo sguardo fotografico. Ne deriva un linguaggio essenziale, fondato sull’osservazione e sulla capacità di cogliere atmosfere e stati d’animo.

La sua produzione si concentra sull’osservazione della realtà naturale e urbana, con attenzione alla luce, ai dettagli e alla dimensione emotiva del paesaggio. Alcuni progetti affrontano anche tematiche legate alla dimensione sociale e al mondo femminile, sviluppate attraverso percorsi espositivi e narrativi strutturati.

Ha partecipato a numerose mostre, sia personali sia collettive, in diverse città italiane, realizzando fotoreportage e progetti espositivi. Le sue opere fotografiche sono state pubblicate in varie raccolte e sono presenti su piattaforme online dedicate alla fotografia, dove condivide il proprio lavoro e partecipa al confronto con altri autori.

La scelta

La poesia nasce dall’osservazione attenta della natura e dal bisogno di fermare un momento di silenzio. In Passando accanto alle betulle di Maria Grazia Marrulli il paesaggio è visto come attraverso un velo leggero: la foschia sfuma i contorni e rende tutto più incerto e delicato. Il bosco non è descritto in modo realistico, ma come un luogo sospeso, dove lo sguardo si posa lentamente. La scena è calma, quasi immobile, e invita alla contemplazione.

La poetessa ascolta il silenzio, poi il vento muove i rami in una “pallida e lenta danza”. Le betulle, con la loro “carnagione argentea”, sono osservate nella loro semplicità. La luce della luna illumina i fusti alti e sottili, creando un’atmosfera raccolta. La natura diventa così uno spazio interiore, dove il tempo sembra rallentare.

Passando accanto alle betulle

Veloce come il tempo è lo sguardo
Sul bosco di betulle un velo è calato
È la foschia a sfumare il paesaggio
a disegnare il suo lontano incerto
Ascolto il suo silenzio
Poi d’un tratto il vento
con quel lieve fruscio
tra i ricami dei fragili rami
muove una pallida e lenta danza
Osservo la betulla nella sua ignuda bellezza
con quella carnagione argentea
E sogno l’arrivo della notte
sui snelli fusti alti e affascinanti
Rimangono immobili ed eleganti
a respirar l’ignota luce della luna
Intanto il tempo è già sfumato
e il mio ieri ho già smarrito

Nella parte finale emerge il tema del tempo che passa. Il “mio ieri” smarrito introduce una nota di malinconia, ma senza drammaticità. Il tono resta lieve e controllato. La natura accompagna il pensiero e lo rende più profondo. Il linguaggio è semplice, fatto di immagini chiare e di movimenti lenti. La poesia mostra come un paesaggio osservato con attenzione possa diventare occasione di riflessione sul tempo, sulla memoria e sul senso delle cose.

Gian Carlo Lisi

Data:

27 Febbraio 2026
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3 thoughts on “LA POESIA DEL VENERDI’- Joseph von Eichendorff  e  Maria Grazia Marrulli

  1. Bella poesia……dove si sente che il silenzio parla.e la natura esprime la sua bellezza .bisogna solo ascoltare quello che i colori e la meraviglia che sono

  2. Non sono un grande lettore di poesie, non conoscevo quell’autore romantico tedesco, e trovo bella la poesia proposta. Ne ho lette molte della Marrulli e ho trovato molti suoi versi di notevole lirismo, capaci di provocare nel lettore emozioni intense

  3. ringrazio Giancarlo Lisi con la sua rubrica e il quotidiano per aver permesso di rendere la mia poesia e me stessa più visibile e con una recensione che riesce ad entrare nella poesia e anche nel suo significato legato all’autore e quindi personale “nel mio intimo”.
    Sono soddisfatta di questa esperienza.
    Un saluto e auguro un buon fine settimana
    Maria Grazia Marrulli

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