La violenza diventa “sistema”, sia per i contrasti e contrapposizioni tra Paesi, che poi sfociano in conflitti bellici, sia per le dispute politiche -ideologiche, che anziché il normale confronto dialettico, si attestano e si posizionano su una di lotta violenta verso chi ha una diversa visione politica -ideologica, economica e di costume. Il ricorso alla violenza avviene anche nelle quotidiane relazioni sociali per motivi “passionali”, per episodi della piccola e spicciola criminalità, nonché per motivazioni economiche. La violenza è diventata una usuale arma di contrasto verso gli altri e di affermazione dei propri interessi, nonché per l’approvvigionamento dei propri bisogni e necessità… Violenza, comunque e dovunque. Che triste realtà!!! Le nostre giornate dei normali cittadini che si trovano, purtroppo, a convivere e a subire tale ” triste realtà”, sono davvero incresciose, perché ” l’amarezza per questa ” triste realtà ” ci assale e ci ritroviamo, purtroppo,a prendere atto di un solito e quotidiano ” bilancio ” di episodi, episodi,–eventi, conflitti, intrisi di efferata ed inaudita violenza!!! Ogni giorno rapine, aggressioni, omicidi, truffe e…macroscopici conflitti bellici che proliferano. Ogni giorno e sempre di più!!! Facendo riferimento a quanto riportato ed evidenziato dalle discipline specifiche, ovvero psicologia, psichiatria sociologia e quant’altro inerente, ” la violenza” è insita nell’ uomo, ovvero ” scorre nelle vene” dell’essere umano, in forma latente, e può esplodere all’apice dell’esasperazione, ovvero al raggiungimento e superamento di una ‘ soglia di sopportazione , per ogni essere umano, in funzione del proprio self-control, che assorbe, risente e va’”in tilt” quando a causa delle sollecitazioni, a cui è sottoposto, si và oltre la fatidica” soglia di sopportazione “… A tal uopo il ricordo va’ ad alcuni film del passato che trattavano, espressamente, questa tematica e in particolare ne cito uno di tanti anni fa ( Straw dogs, titolo italiano Cane di paglia), diretto dal regista Pechinpah e il cui protagonista della storia era il famoso e grande attore americano, Dustin Hoffman, che interpretava il ruolo di un pacifico e tranquillo prof., insegnante universitario, tutto dedito agli studi e alla famiglia; tale pacifico e tranquillo prof.incappa, suo malgrado, in una serie di episodi di provocazioni, da parte di un gruppo di giovinastri (l’attuale bullismo) che, nonostante il suo grande self-control, lo proiettano (per l’ennesimo efferato episodio, ovvero violenza e uccisione, in sua assenza, della moglie) al superamento della “soglia di sopportazione”, che fa scattare (come una molla automatica) una reazione altrettanto violenta e, purtroppo, imbracciando un fucile da caccia va’ alla ricerca dei “giovinastri” e li stermina… Quanto avviene nella realtà quotidiana è, paradossalmente, atipico e in dissonanza con tale drammatica problematica; gli episodi e gli eventi di violenza che avvengono sono diventati “sistema”e ciò, purtroppo, è indice di una ” soglia di sopportazione” molto ” bassa”… Ci sarebbe tanto da dire, ma il normale ” self-control” (quello con alto indice della fatidica soglia di sopportazione), impone molta moderazione nelle esternazioni specifiche… L’ auspicio è che ci sia una sana e giusta riflessione, nonché pazienza e moderazione…
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