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OLTRE IL MITO DELLA LINEARITA’ – La Deformazione della Memoria nel Trauma Cronico e le Nuove Sfide dell’Ascolto Forense

All’interno di un’audizione protetta è molto importante l’atteggiamento e l’approccio del professionista verso la donna presunta vittima di abuso.

Il paradigma forense tradizionale, ancorato all’idea che l’attendibilità di una testimonianza dipenda unicamente dalla sua linearità cronologica, dalla precisione del dettaglio e dall’assenza di contraddizioni, si rivela scientificamente inappropriato quando viene applicato al racconto della violenza intima e del trauma cronico.

Le attuali acquisizioni delle neuroscienze mettono in risalto difatti che l’iperattivazione emotiva e il massiccio rilascio di ormoni dello stress inibiscono momentaneamente le aree cerebrali deputate alla contestualizzazione spazio-temporale dei ricordi, come l’ippocampo, alterando alla radice la capacità stessa di narrare della vittima.

Di conseguenza, l’innovazione metodologica nell’ascolto protetto e nella psicologia giuridica risiede nel pretendere che il professionista, esperto psicologo giuridico, sappia decodificare un discorso frammentato, lacunoso o caratterizzato da distacco emotivo e dissociazione non come il tentativo di falsificare la realtà o di sviare la giustizia, ma come il segno biologico e psicologico tangibile del trauma subìto.

I “vuoti” narrativi, che spesso si trova di fronte durante un’audizione protetta, devono essere interpretati come dei sintomi clinici e non come bugie ciò è l’unico strumento rigoroso per garantire la genuinità della raccolta probatoria, tutelando la persona vulnerabile dalla re-traumatizzazione e permettendo di superare le barriere invisibili del racconto della violenza.

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Alessia Micoli

Data:

20 Maggio 2026
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