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IL GIOCO PERFETTO DELLA VITA – Incontro Virtuale con il Poeta William Taleno Mejía

Ho conosciuto virtualmente William Taleno Mejía, poeta e scrittore, sul web, principalmente all’interno dei vari gruppi di poesia su Facebook. È un autore molto conosciuto e stimato la cui produzione mi ha sempre colpita ed emozionata profondamente; tra tutte le sue opere, questa in particolare è quella che è riuscita a toccare le corde più intime della mia anima. La sua scrittura si distingue per l’intensità emotiva e la capacità di tradurre in versi le sfumature più complesse del sentimento umano. Attivo da anni nel panorama letterario, continua a essere una voce di riferimento per la poesia contemporanea.

Leggendo “Un gioco complesso” ho avuto la sensazione di entrare in un labirinto costruito con materiali fragili e preziosi: memoria, sogno, amore, tempo. La scelta di chiamare “gioco” qualcosa che assomiglia tanto alla vita è già di per sé una dichiarazione di poetica. Perché un gioco, di solito, ha regole chiare, uno scopo, una fine. Qui invece il tabellone è fatto di “caminos confusos”, terra instabile, scabrosa. Non è un gioco per vincere facile, è un gioco che si vive, che si respira con fatica e con grazia.

Dal punto di vista letterario, mi colpisce la costruzione degli spazi. C’è una città che è insieme familiare e sconosciuta, percorsa in tempi remoti eppure viva solo nei sogni. Questa ambivalenza è resa benissimo dall’immagine del “retrovisore nell’occhio del tempo”: guardare indietro mentre si va avanti, e tutto diventa un gioco dell’immaginazione. La città si riflette addormentata e barcollante nello specchio del lago, quasi fosse una seconda città liquida, instabile come la memoria. E poi ci sono le chiese remote perse nel labirinto, i vicoli anonimi: è una geografia dell’anima più che del Nicaragua, anche se la data e il luogo finali ancorano tutto a un’esperienza reale, a San Carlos Río San Juan, che diventa così il centro simbolico di un universo interiore.

Sul piano emozionale, ciò che mi tocca è il passaggio graduale dalla solitudine del sognatore alla condivisione del risveglio. All’inizio il soggetto è solo con le sue sinapsi che accelerano, circondato da “nebulosas de neuronas somnolientas”. C’è una fatica quasi fisica nel ricordare, nel riconoscere la gente che si ripete come una rivelazione stanca. Poi arrivano gli uccelli appena illuminati, la donna amata, la colazione davanti alla finestra che dà sul giardino fiorito. Qui la poesia compie uno slancio bellissimo: dal labirinto interiore si apre un varco sul mondo, sulla luce, sui colori caldi dell’arancio, del bianco, del giallo. È come se l’amore fosse la chiave che disinnesca l’angoscia del tempo perduto.

E in effetti il finale lo dice senza retorica: “l’amore è la cosa più pura dell’anima, ed è il pezzo chiave per vincere il gioco”. Attenzione però: non è una vittoria trionfale, è una vittoria intima, quasi segreta. Perché il gioco resta perfetto “per la vita”, non al di sopra o al di fuori. Mi ha ricordato certe poesie di Borges per il tema del labirinto e dello specchio, ma anche la dolcezza quotidiana di Neruda nelle sue odi elementari. L’unico piccolo rischio che vedo è nella ripetizione della parola “neuronas” – alla terza occorrenza diventa quasi un tic lessicale, ma forse è voluto, per sottolineare il meccanismo cerebrale del sogno.

Nel complesso, è un testo che si fa leggere con lentezza, come si guarda un acquerello dove i contorni sono volutamente sfumati. Non cerca di stupire a tutti i costi, preferisce accompagner il lettore in un viaggio che è anche il tuo viaggio personale. E quella data, 22 maggio 2026, così vicina al nostro presente, mi fa pensare che l’hai scritto davvero guardando fuori dalla finestra, con la donna che ami accanto, e mentre la città dormiva ancora nello specchio del lago.

UN GIOCO COMPLESSO

Dedico tempo a questo gioco
complesso, tabellone di strade
confuse, terra instabile,
scabrosa e campi verdi.
La mente accelera i neuroni,
irradia più luce del solito.
Mi muovo nella città
che ricordo e che allo stesso tempo
non conosco, non l’ho percorsa
da tempi immemorabili.
Si presenta in sogni,
tra nebulose di neuroni
sonnolenti, riconosco
la gente, rivelazione che si
ripete una e un’altra volta.
Uccelli appena illuminati
mi svegliano accanto alla donna
che amo, facciamo colazione
davanti alla finestra che dà
sul giardino di fiori arancioni,
bianchi e gialli.
La città si riflette addormentata,
barcollante nello specchio
del lago, i vicoli anonimi,
chiese remote quasi perse
nel labirinto della memoria,
retrovisore nell’occhio del tempo
un gioco in più dell’immaginazione.
Non importa quando, né spazio,
il gioco è perfetto… per la vita
l’amore è la cosa più pura dell’anima,
ed è il pezzo chiave per vincere
il gioco.

San Carlos Río San Juan Nicaragua
22 Maggio 2026

Biografia del Poeta

William Taleno Mejía è un poeta e scrittore nato il 21 luglio 1961 nella città di Juigalpa, Chontales, Nicaragua. Vanta una ricca produzione e una presenza internazionale di grande rilievo: le sue opere sono state pubblicate su importanti riviste straniere in Germania, Cecoslovacchia, Spagna (Rivista Azahar e Barcelona Magazine), Polonia (Stowo Pisone Ewelina Maleta), Algeria (sezione letteraria del quotidiano nazionale), Giappone (Rivista Frágil), oltre che su testate e progetti culturali internazionali come Alessandria Today, Embajador Mundial Cultural y Paz, Humanity Magazine Cartas de Paz, l’Edizione SYPAY delle Isole Seychelles e la locale Rivista Letteraria GAB di Juigalpa.

Il suo percorso letterario include la partecipazione a numerose e prestigiose antologie poetiche globali in Corea, India (Poetry Anthologia, Redefining Poetry) e Colombia (tra cui la XVI Antologia Virtuale Venti di Speranza 2021 e progetti di Red Nemesis). In Argentina è presente in “Vestida de Sol” di Warriors Editions, mentre in Spagna ha collaborato alla II Antologia di Poeti per il Mondo Multiculturale di Alicante e alla Rivista della Fiera Reale di Bujalance di Cordova (Letteratura 451). Di particolare rilievo sono i volumi promossi da CIESART Internazionale, tra cui l’Antologia Spagnola per la Pace II e “Un appello per la pace III”, consegnati in Vaticano rispettivamente a Papa Francesco e a Papa Leone XVI, nonché un’antologia dedicata ai bambini curata da CIESART USA. Nel proprio Paese d’origine, le sue liriche arricchiscono le antologie nicaraguensi “Ecos del Río”, “Raudales de Poesía”, “Con el sol hacia el cenit” e la raccolta erotica “Entre tu piel y mi piel” del Movimento Culturale Plumas y Letras.

Nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti pubblici: è stato fondatore nel 1990 del Club per la Pace e l’Amicizia XUCTLICALLIPAN a Juigalpa, ha vinto il concorso per l’intitolazione del Teatro Municipale “Carlos Aguirre Marín” a San Carlos Río San Juan, ed è stato insignito del Best Solidarity Award della rivista Solidarity e CIESART Internazionale, oltre a ricevere una prestigiosa nomination nella categoria Educazione al Premio Internazionale Mar de Cristal. È stato partecipe del progetto internazionale “Mandeep Parte III” e le sue liriche sono state trasmesse via radio in programmi culturali in Colombia, Venezuela, Cile, Messico, Argentina e Spagna. A testimonianza dell’universalità dei suoi versi, le sue poesie sono state tradotte in ben nove lingue: giapponese, italiano, coreano, polacco, bengalese, rumeno, inglese, albanese e arabo. Prossimamente verrà pubblicato il suo primo libro di poesie in formato Ebook per CIESART Internazionale.

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Versión en Español

Conocí virtualmente a William Taleno Mejía, poeta y escritor, a través de la web, principalmente en varios grupos de poesía de Facebook. Es un autor muy conocido y apreciado, cuya obra siempre me ha conmovido e impactado profundamente; entre todas sus creaciones, esta en particular es la que más ha logrado tocar las fibras más íntimas de mi alma. Su escritura destaca por su intensidad emocional y por su capacidad de traducir en versos los matices más complejos del sentimiento humano. Activo desde hace años en el panorama literario, sigue siendo una voz de referencia para la poesía contemporánea.

Leyendo “Un juego complejo” tuve la sensación de entrar en un labirinto construido con materiales frágiles y preciosos: memoria, sueño, amor, tiempo. La elección de llamar “juego” a algo que se parece tanto a la vida es ya de por sí una declaración poética. Porque un juego, normalmente, tiene reglas claras, un propósito, un final. Aquí el tablero está hecho de “caminos confusos”, tierra movediza, escabrosa. No es un juego para ganar fácilmente, es un juego que se habita, que se respira con esfuerzo y con gracia.

Desde el punto de vista literario, me llama la atención la construcción de los espacios. Hay una ciudad que es a la vez familiar y desconocida, recorrida en tiempos remotos y sin embargo viva solo en los sueños. Esta ambivalencia está muy bien lograda con la imagen del “retrovisor en el ojo del tiempo”: mirar hacia atrás mientras se avanza, y todo se convierte en un juego de la imaginación. La ciudad se refleja dormida y tambaleante en el espejo del lago, casi como una segunda ciudad líquida, inestable como la memoria. Y luego están las iglesias remotas casi perdidas en el labirinto, las callejuelas anónimas: es una geografía del alma más que de Nicaragua, aunque la fecha y el lugar finales anclan todo a una experiencia real, a San Carlos Río San Juan, que se convierte así en el centro simbólico de un universo interior.

En el plano emocional, lo que me conmueve es el paso gradual de la soledad del soñador a la complicidad del despertar. Al principio el sujeto está solo con sus sinapsis que aceleran, rodeado de “nebulosas de neuronas somnolientas”. Hay un cansancio casi físico en recordar, en reconocer a la gente que se repite una y otra vez como una revelación cansada. Luego llegan los pájaros apenas alumbrados, la mujer amada, el desayuno frente a la ventana que da al jardín de flores anaranjadas, blancas y amarillas. Aquí el poema da un giro hermosísimo: del labirinto interior se abre un resquicio hacia el mundo, hacia la luz, hacia los colores cálidos del naranja, el blanco y el amarillo. Es como si el amor fuera la llave que desactiva la angustia del tiempo perdido.

Y efectivamente el final lo dice sin retórica: “el amor es lo más puro del alma, y es la pieza clave para ganar el juego”. Atención: no es una victoria triunfal, es una victoria íntima, casi secreta. Porque el juego sigue siendo perfecto “para la vida”, no por encima ni fuera de ella. Me ha recordado ciertos poemas de Borges por el tema del labirinto y del espejo, pero también la dulzura cotidiana de Neruda en sus odas elementales. El único pequeño riesgo que veo está en la repetición de la palabra “neuronas” – a la tercera aparición se vuelve casi un tic léxico, pero quizás es intencionado, para subrayar el mecanismo cerebral del sueño.

En conjunto, es un texto que se deja leer con lentitud, como se mira una acuarela donde los contornos están deliberadamente difuminados. No busca asombrar a toda costa, prefiere acompañar al lector en un viaje que es también tu viaje personal. Y esa fecha, 22 de mayo de 2026, tan cercana a nuestro presente, me hace pensar que lo escribiste realmente mirando por la ventana, con la mujer que amas a tu lado, y mientras la ciudad aún dormía en el espejo del lago.

JUEGO COMPLEJO

Dedico tiempo a este juego complejo,
tablero de caminos confusos,
tierra movediza, escambrosa
y campos verdes.
La mente acelera las neuronas,
irradia más luz que de costumbre.
Me movilizo en la ciudad que recuerdo
y que a la vez no conozco,
no la he transitado desde tiempos inmemoriales.
Se presenta en sueños,
entre nebulosas de neuronas somnolientas,
reconozco a la gente,
revelación que se repite una y otra vez.
Pájaros apenas alumbrados me despiertan
junto a la mujer que amo,
desayunamos frente a la ventana
que da al jardín de flores anaranjadas,
blancas y amarillas.
La ciudad se refleja dormida,
tambaleante en el espejo del lago,
las callejuelas anónimas,
iglesias remotas casi perdidas
en el laberinto de la memoria,
retrovisor en el ojo del tiempo
un juego más de la imaginación.
No importa cuándo, ni espacio,
el juego es perfecto… para la vida
el amor es lo más puro del alma,
y es la pieza clave para ganar el juego.

San Carlos Río San Juan Nicaragua
22 de Mayo 2026

Biografía del Poeta

William Taleno Mejía es un escritor y poeta nacido el 21 de julio de 1961 en la ciudad de Juigalpa, Chontales, Nicaragua. Cuenta con una amplia trayectoria y una destacada proyección internacional: sus obras han sido publicadas en revistas extranjeras de Alemania, Checoslovaquia, España (Revista Azahar y Barcelona Magazine), Polonia (Stowo Pisone Ewelina Maleta), Argelia (sección literaria de su diario nacional), Japón (Revista Frágil), así como en plataformas culturales del calibre de Alessandria Today, Embajador Mundial Cultural y Paz, Humanity Magazine Cartas de Paz, la Edición SYPAY de la República de las Islas Seychelles y la local Revista Literaria GAB di Juigalpa.

Su andadura literaria incluye la participación en numerosas y prestigiosas antologías poéticas globales en Corea, India (Poetry Anthologia, Redefining Poetry) y Colombia (destacando la XVI Antología Virtual Vientos de Esperanza 2021 y publicaciones con Red Nemesis). En Argentina forma parte de “Vestida de Sol” de Warriors Editions, mientras que en España ha colaborado en la II Antología de Poetas por el Mundo Multicultural de Alicante y en la Revista de la Feria Real de Bujalance de Córdoba (Literatura 451). Son de especial relevancia los volúmenes promovidos por CIESART Internacional, entre ellos la Antología Española por la Paz II y “Un llamado por la paz III”, que fueron entregados en el Vaticano al Papa Francisco y al Papa León XVI respectivamente, además de una antología dedicada a los niños por parte de CIESART EE.UU. En su propio país de origen, sus versos enriquecen las antologías nicaragüenses “Ecos del Río”, “Raudales de Poesía”, “Con el sol hacia el cenit” y la selección erótica “Entre tu piel y mi piel” del Movimiento Cultural Plumas y Letras.

A lo largo de su carrera ha obtenido importantes reconocimientos públicos: fue fundador en 1990 del Club por la Paz y la Amistad XUCTLICALLIPAN en Juigalpa, resultó ganador del concurso para asignar el nombre al Teatro Municipal “Profesor Carlos Aguirre Marín” en San Carlos Río San Juan, y fue galardonado con el Best Solidarity Award otorgado por la revista Solidarity y CIESART Internacional, además de recibir una nominación en la categoría de Educación en el Premio Internacional Mar de Cristal. Ha participado en el Libro Internacional Mandeep Parte III y sus textos han sido transmitidos por diversas emisoras con programas culturales en Colombia, Venezuela, Chile, México, Argentina y España. Como prueba de la universalidad de sus letras, sus poemas han sido traducidos a nueve idiomas: japonés, italiano, coreano, polaco, bengalí, rumano, inglés, albanés y árabe. Próximamente se publicará su primer libro de poesía en formato Ebook a través de CIESART Internacional.

Author Profile

Letizia Caiazzo

Data:

7 Giugno 2026
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