LEONE XIV IN URUGUAY, IL VIAGGIO DELLA SPERANZA – ‘Mai avuto dubbi’. Il Papa rivendica il voto americano e rilancia il diritto alla salute

Nessun ripensamento, nessuna esitazione. Papa Leone XIV è arrivato in Uruguay con la determinazione di chi considera il viaggio apostolico una missione da compiere, nonostante il recente intervento chirurgico al polmone destro. «Dal primo giorno non ho mai avuto alcun dubbio: ero convinto che il viaggio dovesse aver luogo», ha dichiarato il Pontefice ai giornalisti a bordo dell’aereo che lo ha condotto da Roma a Montevideo. Parole che restituiscono il senso di una trasferta particolarmente significativa, la prima tappa di un itinerario sudamericano di dodici giorni che toccherà anche Argentina e Perù.

Ad accoglierlo nella capitale uruguaiana, ieri, venerdì 6 novembre, è stata una partecipazione popolare imponente. Secondo le stime diffuse in occasione della visita, circa 30mila persone hanno atteso il Pontefice a Plaza Independencia, tra bandiere, applausi e testimonianze di affetto. Ad accoglierlo ufficialmente all’aeroporto di Montevideo c’erano il presidente Yamandú Orsi e due bambini che gli hanno consegnato dei fiori. Un’accoglienza che assume un significato particolare in Uruguay, Paese caratterizzato da una forte tradizione laica e da un rapporto tra istituzioni e Chiesa cattolica storicamente improntato alla separazione.

Durante il colloquio con i giornalisti sul volo papale, Leone XIV ha affrontato anche una questione destinata a suscitare attenzione internazionale: la sua partecipazione alle elezioni di midterm negli Stati Uniti. «Sono fiero di essere americano e di esercitare il diritto di voto», ha affermato, confermando di aver espresso la propria preferenza attraverso il voto per posta. Una dichiarazione significativa per il primo Pontefice nato negli Stati Uniti, Robert Francis Prevost, originario di Chicago. Il Papa ha tuttavia evitato di trasformare la propria scelta in un intervento politico, ribadendo il valore della partecipazione democratica. Ha inoltre spiegato che non gli è stato possibile votare in Perù, Paese del quale possiede la cittadinanza, per l’assenza di modalità di voto a distanza.

Il tema della salute ha occupato una parte centrale delle sue risposte. Dopo l’intervento del 13 ottobre per l’asportazione di una formazione tumorale al polmone destro, il Pontefice ha riconosciuto di aver sperimentato personalmente la fragilità e i limiti imposti dalla malattia. Ha ringraziato Dio e il personale medico che lo ha assistito, dichiarando di sentirsi bene e attribuendo la propria ripresa anche alla fede e a uno stile di vita sano.

Ma è soprattutto il messaggio rivolto a chi non dispone delle stesse possibilità di cura ad assumere un valore sociale e politico. Nel suo primo intervento pubblico davanti alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico, Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulle disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni sanitarie. La sua esperienza personale, ha spiegato, lo porta a pensare alle persone che non possono ottenere una diagnosi tempestiva o ricevere le cure necessarie. L’assistenza sanitaria, ha sottolineato, deve essere accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche.

Un richiamo che si accompagna a un messaggio diretto ai malati oncologici: non avere paura e non trascurare i controlli. La diagnosi precoce, ha ricordato il Papa, rappresenta una possibilità fondamentale per affrontare la malattia.

La giornata di sabato 7 novembre porta Leone XIV a Paysandú, dove è prevista una celebrazione all’aperto per la quale sono attese circa 30mila persone. La città si prepara ad accogliere fedeli provenienti anche da altre località, in una delle tappe più attese della permanenza uruguaiana.

Il viaggio proseguirà quindi in Argentina e Perù, Paesi ai quali il Pontefice è legato anche dalla propria esperienza pastorale. Ma dall’Uruguay arriva già un messaggio che va oltre i confini religiosi: la fede non cancella la fragilità, la politica non esaurisce la democrazia e la salute non può essere un privilegio riservato a chi può permettersela. Per Leone XIV, la vera forza di una società si misura soprattutto da come si prende cura dei suoi membri più vulnerabili.

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Giuseppe Capano
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