
Dipinto nel 1908 da Ernst Ludwig Kirchner, esponente di spicco dell’Espressionismo tedesco, il quadro intitolato Marzella (in italiano Marcella), oggi a Stoccolma è uno dei ritratti più emblematici e scandalosi dell’artista.
Con i suoi quadri crudi, violenti e scandalosi, l’artista ha sempre mostrato senza filtri una personale reinterpretazione del presente, mettendone in luce soprattutto gli aspetti più critici. Nell’opera, Kirchner ha riassunto tutte le influenze subite nei primi anni di carriera, dalla pittura dei Fauves alle lezioni del Cubismo e dell’Art Nouveau
La protagonista, è raffigurata completamente nuda, seduta su un letto o su un divano, accanto a quello che sembrerebbe essere un paravento decorato. Ha le gambe accavallate, le braccia raccolte al ventre, il corpo fragile e dolorosamente contratto. A questa data, la giovanissima modella non doveva avere più di 12-13 anni: lo dimostra il seno ancora acerbo e infantile.

Un fiocco bianco, simbolo di innocenza e unica testimonianza della sua fanciullezza, orna la lunga capigliatura e contrasta violentemente sia con la sua posizione pudica ma da donna adulta.
Il volto di Marcella è semplificato, triangolare e sgraziato. I suoi occhi poi sono definiti da pennellate nere che sembrano strisce di trucco pesante, e la sua bocca è dipinta con due pennellate di rosso fuoco. Due tratti di colore verde segnano le occhiaie di Marcella, creando un’immagine di una
I toni dell’opera sono puri e distesi senza alcuna sfumatura. Il dipinto è quindi costruito con campiture che descrivono le forme prive di chiaroscuro. Sono i contrasti di chiarezza a mettere in risalto la figura di Marcella con il pavimento giallo. Anche i capelli della ragazza spiccano contro il chiaro della pelle e del muro dietro di lei. Le parti, che dovrebbero essere in ombra, sono sottolineate da pennellate verdi che creano contrasti complementari con il rosso e il rosa. Gli unici colori secondari utilizzati sono il verde e alcune pennellate di arancio. In particolare le parti verdi sulla sinistra e all’interno della figura della ragazza creano un effetto stridente. Il verde contro gli incarnati della ragazza determina un effetto insano
Lo spazio della rappresentazione è appiattito, le superfici e le forme sono forzate e innaturali. La deformazione della figura nuda della ragazza è sgraziata e disarmonica, con un corpo magro, fuori asse e dipinto con pennellate apparentemente disordinate.
Il dipinto intitolato Marcella di Kirchner è un’opera che invita alla riflessione sulla condizione femminile, sulla vulnerabilità del corpo e sull’impatto dello sguardo altrui. La giovane donna, con la sua bellezza fragile e il suo disagio interiore, diventa simbolo di una condizione umana universale, sospesa tra desiderio di libertà e bisogno di protezione come dimostra anche il corpo, sgraziato ed esprime tutta la sua sofferenza interiore
Marcella è un dipinto che gli studiosi interpretano come una critica alla società dell’inizio del Novecento. Infatti, la società borghese dell’epoca, generalmente considerava le donne, e le giovani, come oggetti di piacere maschile o soggetti di un erotismo artistico e narrativo. Quindi, la protagonista del dipinto con il suo trucco pesante e la sua nudità, sembra incarnare questa visione epocale della femminilità. Però, con la posizione chiusa in avanti e l’aspetto gracile e malato, suggerisce una connotazione insana di questa visione culturale della donna.
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