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MPOX, L’OMS MANTIENE ALTA LA GUARDIA – Nuovi Casi in Italia e Raccomandazioni Prorogate Fino al 2027

L’attenzione internazionale sul Mpox resta alta. L’Organizzazione mondiale della sanità ha prorogato fino ad agosto 2027 le proprie raccomandazioni permanenti per contrastare la diffusione del virus, mentre nuovi casi continuano a essere registrati anche in Europa e in Italia. Un punto, però, va chiarito: non si tratta di una nuova proroga dell’emergenza sanitaria internazionale. L’Oms aveva dichiarato conclusa la Public Health Emergency of International Concern (PHEIC) il 5 settembre 2025.

L’ultimo rapporto dell’Organizzazione, pubblicato il 14 settembre 2026, fotografa una circolazione ancora attiva del virus. Tra gennaio 2025 e il 31 luglio 2026 sono stati notificati a livello mondiale 65.784 casi confermati in 105 Paesi, con 264 decessi. Nel solo luglio 2026 i casi confermati sono stati 1.370 in 32 Paesi, sette dei quali hanno avuto esito fatale. La maggior parte delle notifiche continua a provenire dall’Africa, ma la presenza del virus resta documentata anche in Europa.

L’Italia rientra tra i Paesi nei quali è stata osservata trasmissione comunitaria del clade Ib, una delle varianti genetiche del virus monitorate dall’Oms. Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile, nelle sei settimane comprese tra il 6 luglio e il 16 agosto 2026 sono stati notificati cinque nuovi casi italiani di clade Ib. Dal gennaio 2024 le notifiche relative a questo clade sono complessivamente 78.

Il dato non equivale, di per sé, a un nuovo allarme sanitario nazionale. Indica piuttosto che il virus continua a circolare e che la sorveglianza epidemiologica rimane necessaria. Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) continua a pubblicare aggiornamenti mensili sulla situazione nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo, segnalando la persistenza della trasmissione del clade I in diversi Paesi.

Mpox è un’infezione virale che può trasmettersi attraverso contatti stretti con una persona infetta, in particolare attraverso il contatto con lesioni, fluidi corporei o materiali contaminati. I sintomi possono comprendere febbre, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza, linfonodi ingrossati e soprattutto lesioni cutanee o mucose. Il Ministero della Salute raccomanda di rivolgersi a un medico in presenza di sintomi compatibili o dopo un’esposizione a rischio.

La scelta dell’Oms di mantenere in vigore le raccomandazioni fino al 2027 riflette dunque una strategia di sorveglianza e preparazione a lungo termine, non il ritorno allo stato di emergenza internazionale. L’obiettivo è mantenere attivi sistemi di diagnosi, monitoraggio, prevenzione e risposta rapida, soprattutto nei contesti maggiormente esposti.

Il Mpox, insomma, non è più un’emergenza sanitaria internazionale, ma non è nemmeno un capitolo chiuso: il virus continua a circolare e, anche in Italia, la sorveglianza resta la prima linea di difesa.

  • Fonti:
  • OMS
  • ECDC
  • MdS

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Teresa Zagaria

Data:

17 Settembre 2026
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