Donald Trump torna al Palazzo di Vetro con un messaggio costruito attorno alla forza americana e alla rivendicazione dei risultati ottenuti dalla sua amministrazione. Nel discorso pronunciato il 22 settembre davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti ha rivendicato di aver trasformato la politica estera di Washington in azione concreta: «Mentre altri hanno parlato, io ho agito. Mentre altri hanno parlato di pace, io ho fatto la pace».
Trump ha presentato gli Stati Uniti come una potenza «più forte che mai», sostenendo che la superiorità militare ed economica americana sia lo strumento attraverso il quale affrontare le crisi internazionali. Il passaggio più duro è stato quello dedicato all’Iran, nel contesto del conflitto in corso. Il presidente ha affermato di voler impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare e ha prospettato due alternative: un accordo oppure l’«annientamento» della Repubblica islamica. Non si tratta, dunque, di un annuncio di distruzione dell’Iran: è una minaccia formulata pubblicamente come leva negoziale.
Il presidente americano ha inoltre riferito che funzionari statunitensi avevano avuto colloqui con una delegazione iraniana, definendoli positivi, e ha lasciato intendere la possibilità di un’intesa. La questione resta però aperta e, allo stato dei fatti, non esiste un accordo di pace con Teheran da presentare come concluso.
Sul fronte ucraino, Trump ha ribadito la convinzione che la guerra possa essere chiusa attraverso la diplomazia. Prima dell’incontro con Volodymyr Zelensky, il presidente americano ha sostenuto che Vladimir Putin vuole arrivare a un accordo. È una valutazione attribuita a Trump, non un fatto accertato sull’intenzione del Cremlino. Zelensky, incontrando Trump a New York, ha parlato di un confronto dedicato agli sforzi di pace e alla possibilità di una tregua energetica. Kiev ha ribadito la disponibilità a discutere una sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche, a condizione che Mosca faccia altrettanto.
La giornata newyorkese ha avuto però un altro protagonista strategico: la Groenlandia. A margine dell’Assemblea generale, Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno firmato un nuovo accordo sulla sicurezza dell’Artico. Il documento modifica e integra gli accordi di difesa esistenti e consente a Washington di modernizzare ed espandere le attività nella base di Pituffik, oltre a prevedere la possibilità di nuove aree di difesa a Narsarsuaq e Mestersvig.
L’intesa rafforza inoltre l’accesso militare statunitense al territorio groenlandese e prevede una maggiore cooperazione della Nato nell’Artico. Il testo riafferma, nello stesso tempo, la sovranità e l’integrità territoriale del Regno di Danimarca e riconosce il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese. L’accordo ha natura permanente e, in caso di futura indipendenza della Groenlandia, prevede che il nuovo Stato assuma gli obblighi dell’intesa e resti nella Nato.
Il risultato segna un passaggio significativo dopo mesi di tensioni legate alle ripetute dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia. Il presidente americano non ha rinunciato alla centralità strategica attribuita all’isola, ma l’intesa raggiunta a New York sposta il confronto dal terreno delle ipotesi territoriali a quello della cooperazione militare e della sicurezza artica.
Dal Palazzo di Vetro Trump ha quindi offerto la propria fotografia dell’America: una potenza che, secondo il presidente, non attende più che le crisi si risolvano da sole. La vera prova, però, arriverà fuori dalla sala dell’Assemblea generale: nei negoziati con l’Iran, nel difficile percorso tra Mosca e Kiev e nell’applicazione concreta del nuovo accordo sull’Artico. È lì che le parole pronunciate a New York dovranno trasformarsi, ancora una volta, in fatti.
Fonti verificate
- Casa Bianca — testo e dichiarazioni del discorso di Trump all’Assemblea generale Onu;
- Trascrizione integrale del discorso di Trump all’Onu;
- Reuters — sintesi del discorso e dichiarazioni su Iran e Ucraina;
- Casa Bianca — testo ufficiale dell’accordo trilaterale Stati Uniti-Danimarca-Groenlandia;
- Casa Bianca — firma dell’accordo sulla sicurezza artica;
- Reuters — incontro Trump-Zelensky e discussione sulla tregua energetica.
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