Traduci

CANALE DI PANAMA – Lula difende la Sovranità Panamense e Sfida le pressioni di Trump

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva si schiera apertamente a favore delle ragioni e della sovranità di Panama sull’omonimo canale, tornando su uno dei temi più caldi sollevati dal suo omologo statunitense, Donald Trump, che da tempo avanza pretese anche su questo snodo strategico del commercio mondiale. Una questione storico-politica complessa, già ampiamente trattata sulle nostre pagine.

In occasione del Forum economico internazionale America Latina e Caraibi, che quest’anno riunisce a Panama capi di Stato, di governo e imprenditori della regione, Lula ha visitato le chiuse del Canale esprimendo soddisfazione per la gestione panamense, definita “efficiente e sicura”. Il presidente brasiliano ha ribadito il pieno sostegno alla sovranità di Panama nell’esercizio dei traffici, sottolineando il valore di una gestione “neutrale”, capace di garantire un flusso commerciale mondiale equo.

L’incontro tra Lula e il presidente panamense José Raúl Mulino ha prodotto ulteriori sviluppi sul piano della cooperazione bilaterale, con nuove intese orientate al rafforzamento dei rapporti economici e allo sviluppo reciproco in diversi settori. Tra questi, un accordo mirato a valorizzare ulteriormente i transiti per le esportazioni sudamericane, in particolare brasiliane, destinate ai mercati extra-continentali.

Le dichiarazioni di Lula hanno però riacceso i riflettori sulla controversia innescata dal Tycoon, deciso a indirizzare interessi economici e militari anche sull’istmo panamense. Secondo Trump, il Canale sarebbe “mal sfruttato”, non solo per le tariffe ritenute penalizzanti per le navi statunitensi, ma anche per la crescente influenza cinese nella regione. Sul Canale di Panama si consuma così l’ennesimo braccio di ferro tra Pechino e Washington.

Nonostante le ripetute denunce statunitensi, secondo cui la presenza cinese violerebbe presunti obblighi di neutralità e rappresenterebbe una forma di ingratitudine verso gli Stati Uniti, i dati mostrano come Washington resti di gran lunga il principale utilizzatore del Canale. Secondo cifre del 2024, i transiti commerciali statunitensi sono doppi rispetto a quelli cinesi e addirittura quadrupli per quanto riguarda l’origine delle merci. Gli Stati Uniti restano quindi il primo partner economico di Panama, ma l’insofferenza americana continua ad alimentare pulsioni espansionistiche, con minacce che arrivano fino all’ipotesi di un intervento militare per “riprendersi” il Canale.

Nulla di nuovo sul fronte trumpiano, ma un’ulteriore fonte di instabilità per un quadro geopolitico globale già fragile.

Per il Brasile, il principio resta chiaro: il Canale di Panama appartiene a Panama. Questa posizione si inserisce però in un rapporto tutt’altro che lineare tra Lula e Trump, segnato da un continuo saliscendi di tensioni che rende difficile definire le relazioni bilaterali come ordinarie. In passato, interventi regionali e politiche sui dazi hanno spesso compromesso il dialogo, sebbene alcune iniziative abbiano contribuito a momenti di parziale normalizzazione.

Intanto la questione panamense resta nell’agenda di Trump, anche se al momento l’attenzione è rivolta soprattutto all’Iran. Ma, prima o poi, il dossier potrebbe tornare centrale, tra pressioni finanziarie e minacce militari che il Tycoon non ha mai nascosto, convinto di poter usare la forza per ottenere ciò che ritiene “assolutamente necessario” per la sicurezza e l’economia nazionale.

Un ulteriore approfondimento sul tema: https://www.internationalwebpost.org/donald-trump-e-panama-le-accuse-di-debiti-fiscali-nel-paese-centramericano/

(Foto interna di copertina: Canale di Panama, credits: Autorità Canale di Panama)

Author Profile

Enrico Picciolo

Data:

30 Gennaio 2026