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CRISI CUBANA E SOSTEGNO MESSICANO – Sheinbaum Rilancia Dialogo e Aiuti

Il Messico è vicino a Cuba e, in questo momento di forte tensione con gli Stati Uniti, si propone come promotore del dialogo. La presidente Claudia Sheinbaum, sempre più preoccupata per la grave situazione che sta vivendo l’isola, ha rilanciato il sostegno al diritto all’autodeterminazione del popolo cubano, in risposta alle minacce di Donald Trump sull’eventuale invio di truppe di terra per rovesciare l’attuale governo, da sempre osteggiato da Washington.

“Parliamo con il governo di Cuba e con quello degli Stati Uniti, cercando meccanismi che confermino la presenza del Messico nel prevenire qualsiasi conflitto”, ha dichiarato la presidente, tendendo la mano a un’isola ormai allo stremo e priva di rifornimenti essenziali.

Le parole arrivano all’indomani dell’invio di una nuova nave carica di aiuti umanitari, salpata lo scorso lunedì. “Questa sarà sempre la nostra posizione nei confronti di Cuba. Lo abbiamo fatto sapere agli Stati Uniti, Cuba lo sa: continueremo a inviare aiuti umanitari”, ha proseguito Sheinbaum, sottolineando come anche l’Onu dovrebbe intervenire. La presidente ha inoltre dichiarato di essere al lavoro per individuare un sistema che consenta di inviare petrolio, aggirando le sanzioni imposte da Washington nei confronti del Messico in caso di sostegno energetico all’isola.

Con la caduta di Nicolás Maduro, Cuba ha perso il fondamentale apporto di greggio venezuelano, principale fonte di sostentamento energetico. Il Messico si era proposto come fornitore alternativo, ma le pressioni e le minacce statunitensi hanno finito per rallentare anche questo supporto.

Accanto a Sheinbaum, il ministro degli Esteri messicano Juan Ramón de la Fuente ha ribadito che “il Messico continuerà a offrire tutto l’aiuto umanitario possibile a Cuba, sostenendo al contempo ogni iniziativa internazionale per la pace”. Ha inoltre sottolineato la “necessità di un ritorno alla diplomazia e al dialogo come unica via per la risoluzione delle controversie”.

Il dramma di Cuba affonda le radici nel blocco economico imposto per decenni, che ne ha ostacolato lo sviluppo. Una misura che il governo messicano ha sempre contestato. Intanto, l’isola — sempre più a corto di petrolio e quindi di energia — si dichiara pronta a un’eventuale aggressione statunitense. “Il nostro esercito è sempre pronto e si sta preparando alla possibilità di un attacco”, ha dichiarato il vicecancelliere cubano Carlos Fernández de Cossío, precisando però di “sperare che ciò non accada”. “Cuba non ha alcuna disputa con gli Stati Uniti: abbiamo il diritto di difenderci, ma siamo anche pronti a negoziare”, ha aggiunto, mentre i blackout si fanno sempre più frequenti.

Come già evidenziato, Cuba dipende in larga misura dalle importazioni di greggio. L’arresto di Maduro da parte di Washington e il conseguente irrigidimento delle politiche di isolamento hanno ulteriormente aggravato la crisi energetica dell’isola. Gli aiuti russi restano limitati, mentre il sostegno messicano è stato frenato. A ciò si aggiungono le nuove dichiarazioni di Trump, secondo cui, una volta conclusi altri dossier internazionali, “si occuperà di Cuba”, anche attraverso un possibile intervento militare diretto. L’isola rappresenta ancora una spina nel fianco per gli Stati Uniti nel proprio spazio regionale, e la strategia sembra puntare a un progressivo strangolamento economico, nella speranza di provocarne il collasso.

In questo contesto, Sheinbaum promuove una linea di dialogo e cooperazione, in una fase in cui gode di un consenso interno particolarmente elevato. La sua posizione può essere letta come espressione di una sincera solidarietà verso Cuba, nonostante le pressioni e le minacce provenienti da Washington. Nel frattempo, sull’isola il tempo stringe: il rischio di un collasso appare sempre più concreto.

(Foto interna di copertina: la presidente messicana Claudia Sheinbaum, credits: Diego Simon Sanchez/El Universal)

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Enrico Picciolo

Data:

25 Marzo 2026