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IRAN USA, IL BRACCIO DI FERRO SU HORMUZ E NUCLEARE – Teheran non cede, Trump vede la soluzione

Il negoziato tra Iran e Stati Uniti resta appeso a un filo, con due dossier strettamente intrecciati: il programma nucleare di Teheran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Mentre i mediatori qatarioti cercano di avvicinare le posizioni, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ribadisce che sul nucleare non ci sarà alcuna concessione. Washington, invece, insiste perché ogni intesa affronti anche il futuro del programma atomico iraniano. Nel mezzo, Donald Trump continua a sostenere che una soluzione sia vicina, ma le condizioni sul tavolo restano distanti.

Araghchi ha dichiarato a New York che l’Iran non ha modificato le proprie condizioni e che, al momento, l’unico tema formalmente discusso con gli interlocutori è lo Stretto di Hormuz. Il ministro ha respinto come disinformazione le ricostruzioni secondo cui Teheran sarebbe pronta a mostrare flessibilità sul dossier nucleare. Secondo quanto riferito da Reuters, un alto funzionario iraniano ha successivamente confermato che Teheran non intende accettare concessioni sul proprio programma atomico, compreso il diritto all’arricchimento dell’uranio o l’eventuale trasferimento all’estero dell’uranio altamente arricchito.

Il punto di scambio proposto da Teheran riguarda invece Hormuz. L’Iran ha presentato un piano di sette giorni che prevede la riapertura del passaggio strategico e il ripristino della navigazione, a condizione che gli Stati Uniti compiano una serie di passi, tra cui la fine del blocco navale sui porti iraniani, lo sblocco di parte degli asset congelati e la revoca delle sanzioni sul petrolio. I mediatori del Qatar hanno consegnato a Teheran una risposta americana e stanno cercando di superare soprattutto le divergenze sulla sequenza con cui dovrebbero essere applicate le diverse misure.

È proprio sulla sequenza delle concessioni che si concentra il negoziato. Washington vuole garanzie concrete sul dossier nucleare, mentre Teheran chiede che le questioni legate a Hormuz e alle pressioni economiche vengano affrontate prima di passare a un confronto più ampio sul programma atomico. L’Associated Press riferisce che i mediatori stanno lavorando a un’intesa provvisoria che collegherebbe la riapertura dello Stretto alla rimozione del blocco statunitense e, in una fase successiva, a misure sulle sanzioni e sulle attività nucleari iraniane.

Da Washington arriva intanto una linea dura sul rischio nucleare. Il segretario di Stato Marco Rubio ha sostenuto che l’Iran non può arrivare a possedere un’arma atomica e ha accusato la leadership iraniana di avere una visione apocalittica. Si tratta di una valutazione politica dell’amministrazione statunitense, non di un accertamento indipendente sulle intenzioni future di Teheran.

Il vicepresidente JD Vance ha lasciato aperta la porta alla diplomazia. In un’intervista del 29 settembre ha affermato che esiste “un universo” nel quale gli Stati Uniti e l’Iran possono raggiungere un accordo, ma ha legato questa possibilità al comportamento e agli impegni concreti di Teheran.

Trump, dal canto suo, continua a descrivere il traguardo come vicino e ha affermato che gli Stati Uniti arriveranno alla vittoria “molto presto”, mentre i contatti attraverso i mediatori proseguono. Le dichiarazioni del presidente, tuttavia, non corrispondono ancora a un accordo formalizzato: il negoziato resta condizionato da posizioni divergenti su Hormuz, sanzioni, accesso agli asset iraniani e soprattutto programma nucleare.

Il passaggio decisivo sarà ora la risposta iraniana alle proposte trasmesse dal Qatar. Se le parti riusciranno a concordare l’ordine delle misure, Hormuz potrebbe diventare il primo tassello di una più ampia de-escalation. Se invece il nodo nucleare resterà separato da quello sullo Stretto, il rischio è che ogni spiraglio diplomatico continui a dipendere da condizioni che, per ora, nessuna delle due capitali sembra disposta a cedere. La distanza tra Washington e Teheran resta misurata in poche parole — ma è proprio su quelle parole che può giocarsi il futuro di Hormuz e dell’intero equilibrio mediorientale.

FONTI

  • ANSA;
  • Reuters;
  • Associated Press;
  • U.S. Department of State.

Author Profile

Leonardo Bianchi

Data:

30 Settembre 2026
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