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ALLAN STARSKI E ‘LE SIGNORINE DI WILKO’

Trovarsi davanti ad Allan Starski Premio Oscar nel 1994 per la scenografia di “Schindler’s List” di Steven Spielberg, scenografo de “Il pianista” di Roman Polanski 2002, dove ha meticolosamente ricreato il ghetto di Varsavia e la città distrutta dai bombardamenti, fa l’effetto di un time-lapse all’inverso, fatto di celluloide e stralci di storia, testimoni dei flagelli dell’uomo. “Il flagello– da “La peste” di Camus- non è commisurato all’uomo, e quindi ci si dice che è irreale, un brutto sogno che passerà. Ma non passa sempre, e di cattivo sogno in cattivo sogno sono gli uomini che passano”. E se gli uomini passano, i flagelli si ripetono, lasciando la tara indelebile della vergogna nella storia dell’uomo, e il cattivo sogno diventa sofisticata crudeltà quando si traduce in “inedia da assedio” sui bambini.  

La prospettiva cambia con “Le Signorine di Wilko”, un film di uno dei più grandi registi polacchi, Andrzej Wajda, Premio Oscar alla carriera nel 2000, vero trampolino di lancio per il giovane scenografo Allan Starski. E’ con oculata delicatezza che l’artista riproduce, attraverso una dimora nobiliare polacca del periodo tra le due guerre, l’atmosfera e le sfumature di una fase delicata della vita, la fine della giovinezza. Il pensiero corre a Senilità di Italo Svevo. Il film viene proiettato nell’ambito della manifestazione Letters from Siracusa-una celebrazione del cinema polacco in Sicilia, nata dal sodalizio tra le Associazioni culturali Wroclawska Fundacja Filmowa e Post Cinema Aps, il cui ospite d’onore è Allan Stanski.

Chi è Allan Starski?

È uno scenografo. Mi definiscono così in Polonia, in Italia, in Europa e nel mondo. Progetto le scenografie per i film.

Ho iniziato il mio lavoro con Andrzej Wajda, regista cinematografico polacco. Successivamente ho avuto la possibilità di lavorare a livello internazionale, prima in Europa e poi negli Stati Uniti. Ho realizzato film polacchi, europei, americani. I miei progetti vanno dai film contemporanei alle grandi scenografie storiche. Per esempio per Roman Polanski, ho realizzato “Il Pianista”, ma ho anche realizzato “Oliver Twist”, che è stata una delle scenografie più grandi costruite in studio, perché abbiamo costruito tutta Londra, un piccolo villaggio, molti interni. Mi piacciono i grandi registi, mi piace la possibilità di realizzare grandi scenografie. È il mio modo di lavorare e di creare.

Waida, Polanski,Spielberg.  Ha lavorato con i più grandi registi del mondo. Cosa le hanno trasmesso? L’hanno fatta sentire una persona migliore?

Tutto quello che so sulla mia professione, compresa la realizzazione di grandi film artistici, l’ho appreso da Andrzej Waida. Era un regista fantastico perché era anche un bravo pittore. Discutevamo le nostre idee sulla carta. Faceva degli schizzi, discutevamo gli schizzi, ed era una collaborazione ideale. Anche l’esperienza con Steven Spielberg è stata fantastica perché con “Schindler’s List” abbiamo realizzato un film molto importante per il popolo ebraico, ma anche per il pubblico di tutto il mondo. E’ la storia di ogni Nazione dove si è consumata la Shoah. Ho rivisto questa storia nella guerra che si è consumata in Polonia. In seguito anche il mio lavoro con Roman Polanski è stato interessante. Le sue emozioni erano così forti da influenzare l’intera troupe con le sue idee. Sa come dirigere, come mostrarci la strada per sviluppare il progetto di un film. Ogni regista è diverso, ha emozioni diverse. Ognuno di loro ha contribuito al mio obiettivo che è quello di raggiungere una certa perfezione nella progettazione.

hindler’s List” oltre a farle conquistare l’Oscar come migliore scenografia Le ha dato la possibilità di rappresentare un regime oppressivo. Come definirebbe l’attuale periodo storico che stiamo vivendo. Cosa la fa stare bene e cosa male?

Ero abituato a realizzare film politici fin dall’inizio perché Andrzej Wajda era fortemente coinvolto nella lotta per l’identità e la democrazia della Polonia e dell’Europa. “Schindler’s List” è uno spaccato di un periodo terribile della storia europea, dell’odio dei nazisti e di tutte quelle forze malvagie che regnavano in quel periodo in Europa e nel mondo.  Oggi mi fa stare male l’onta di estremismi di destra, dettati da movimenti pericolosi per la società in tutto il mondo. La cosa peggiore è che molti di questi movimenti o pseudo-partiti vengono legittimati da leader di grandi Paesi.

Siracusa è la città dove ogni anno va in scena la tragedia greca. Come sarebbe realizzare una scenografia teatrale classica rispetto a quella cinematografica?

Siracusa è già una scenografia a cielo aperto. Comprende luoghi storici importanti e interessanti  dal punto di vista della contestualizzazione delle storie che vi si vogliono rappresentare. Fantastici gli scorci di Ortigia. Questa città possiede quello che io utilizzo per creare le mie scenografie. Ti dico che se avessi la possibilità di fare qualcosa a Siracusa, utilizzerei i monumenti storici esistenti come sfondo della storia che vogliamo creare.

Amore, felicità, gentilezza. Quanto contano nella sua vita queste tre cose?

L’onestà è la virtù che cerco davvero di mantenere nella mia vita. Anche quando mi avvicino a qualsiasi progetto cinematografico, cerco di fare del mio meglio, ma cerco anche di non tradire alcune regole corrette della vita. Penso che questa sia la cosa più importante in questo preciso momento storico, in cui vedo che non ci sono regole nel comportamento delle persone, piuttosto vanno giù da ogni parte. Penso sia fondamentale lottare per mantenere in vita valori come il rispetto dell’altro e la comprensione delle diverse condizioni umane.

 Dopo una lunga carriera c’è qualcosa di non fatto che vorrebbe realizzare?

Tante cose, ho tanti sogni ancora da realizzare.

Sulla scia dei sogni ci congediamo da Allan Starski, figura di grandissimo rilievo nel cinema internazionale. Gli auguriamo di sognare ancora tanto, e di tradurre i suoi sogni in realtà, per continuare a sognare anche noi con le sue fantastiche e avveniristiche scenografie.  

Un ringraziamento particolare va a Ludovico Leone, organizzatore della manifestazione “Letters from Siracusa” e traduttore istantaneo dell’intervista ad Allan Starski.

                                                                     

(Interno foto di copertina: Allan Starski, premio Oscar 1994 per la scenografia di Schindler List)

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Giusi Lisi

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27 Settembre 2026
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