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DALLA DIAGNOSI AL BANCO DEGLI IMPUTATI – Quando Antisocialità, Schizoidia e Psicosi Incontrano la Perizia Psichiatrica

All’interno dei procedimenti giudiziari, lo psicologo forense viene molto speso nominato a redigere una perizia psichiatrica per poter accertare l’effettiva capacità di intendere e di volere dell’indagato o dell’imputato al momento del fatto reato.

Nel panorama della psicologia giuridica e della psichiatria forense, la co-occorrenza di tratti di personalità antisociale, schizoide e di un disturbo psicotico aggravato dall’abuso di sostanze circoscrive un quadro clinico di profonda compromissione che guida il perito nel giudizio sull’imputabilità.

La personalità antisociale fornisce la base di refrattarietà alle regole e di discontrollo degli impulsi; la personalità schizoide isola l’individuo in una cronica estraneità sociale che ostacola la corretta decodifica delle dinamiche interpersonali; infine, il disturbo psicotico e l’uso di cocaina rappresentano il vero e proprio motore della frattura con la realtà, arrivando a creare delle distorsioni paranoidi e la percezione di minacce inesistenti.

Determinata miscela di aggressività, di isolamento e di deliri impedisce di considerare l’individuo come un criminale lucido e freddo, giustificando sul piano giuridico il riconoscimento di una capacità di intendere e di volere grandemente scemata, ovvero il vizio parziale di mente ex art. 89 c.p., in quanto, pur conservando una consapevolezza di base delle proprie azioni, la sua mente risulta gravemente alterata ed incapace di frenare efficacemente gli impulsi.

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Alessia Micoli

Data:

27 Settembre 2026
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