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LA FAME – Una Ferita Aperta che Possiamo e Dobbiamo Sanare

“La fame non è una fatalità ma un fallimento morale.” Questa frase, pronunciata con profonda convinzione da Chica Arellano, Osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam, riassume una verità spesso taciuta o evitata: non è il destino a condannare milioni di persone a vivere senza pane quotidiano, ma la nostra incapacità collettiva di garantire un’esistenza dignitosa a tutti gli esseri umani.

Nel recente Forum tenutosi alla Lumsa dal titolo ‘Il diritto a un’alimentazione adeguata: per una vita umana dignitosa’, Arellano ha acceso i riflettori su una realtà inaccettabile. La fame, ha sottolineato, non può essere giustificata da cause naturali o economiche senza prima riconoscere le responsabilità politiche e morali che gravano su Stati e grandi corporazioni. Questi ultimi, troppo spesso, si nascondono dietro complessi meccanismi di mercato o interessi geopolitici, dimenticando che dietro ogni numero di persone affamate ci sono volti, storie, vite spezzate.

Gli Stati, come primi garanti del benessere dei propri cittadini, hanno il dovere imprescindibile di promuovere politiche che permettano a tutti di accedere al cibo in modo equo e sostenibile. Ma anche le grandi imprese agroalimentari e finanziarie devono assumersi la loro parte di responsabilità, smettendo di anteporre il profitto alla vita umana. Solo attraverso una cooperazione autentica e trasparente sarà possibile invertire questa tragica tendenza.

Un capitolo oscuro che non si può ignorare è l’uso della fame come arma di guerra. In diversi conflitti nel mondo, privare le popolazioni di cibo è diventato uno strumento crudele per piegare la volontà di intere comunità. Denunciare questa pratica disumana significa riaffermare che la dignità umana non si negozia né si può usare come merce di scambio.

La fame è dunque un grido che interpella ciascuno di noi, una chiamata a risvegliare la coscienza collettiva e ad agire con urgenza. Non possiamo rimanere spettatori impotenti di un dramma che si ripete, perché solo riconoscendo la fame come una sconfitta morale potremo costruire un futuro in cui il diritto a un’alimentazione adeguata sia realizzato per tutti, senza eccezioni. È una sfida che ci coinvolge nel profondo, un impegno di giustizia e solidarietà che non può più aspettare.

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Carmen Salerno

Data:

27 Maggio 2026
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