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L’IRAN E LA PROPOSTA DEI SETTE GIORNI – Teheran Offre la Riapertura di Hormuz e nuovi Negoziati con gli Usa

Teheran prova a riaprire il canale diplomatico con Washington e mette sul tavolo una proposta in sette giorni per porre le basi della fine del conflitto e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal New York Times, il piano iraniano prevede che, dopo l’accettazione delle condizioni da parte degli Stati Uniti, l’Iran riapra il passaggio strategico e riprenda con Washington negoziati più ampi sul proprio programma nucleare.

La proposta è stata trasmessa agli Stati Uniti attraverso mediatori. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che Teheran ha presentato un piano, spiegando che le condizioni iraniane fanno riferimento a un precedente memorandum d’intesa discusso nei mesi scorsi. La tempistica dei sette giorni, secondo la ricostruzione, scatterebbe soltanto dopo un’eventuale accettazione americana delle richieste iraniane.

Il nodo principale resta lo Stretto di Hormuz, uno dei più importanti corridoi marittimi per il trasporto internazionale di petrolio e gas. Il suo controllo rappresenta da tempo una delle principali leve strategiche dell’Iran nella regione. Una riapertura consentirebbe di ridurre le tensioni sui mercati energetici e ripristinare progressivamente la navigazione commerciale nell’area.

Parallelamente, Teheran punta a riportare il dossier nucleare al centro della trattativa. L’obiettivo sarebbe riavviare negoziati diretti o indiretti con gli Stati Uniti per arrivare a un nuovo accordo sul programma atomico iraniano, tema che negli ultimi anni ha rappresentato uno dei principali punti di frizione tra i due Paesi.

I contatti diplomatici sono proseguiti attraverso mediatori internazionali, mentre Washington e Teheran cercano di definire un possibile percorso per ridurre le ostilità. Al momento, tuttavia, non risulta raggiunto un accordo definitivo. La Casa Bianca ha descritto i colloqui come costruttivi, ma non ha annunciato l’accettazione del piano iraniano.

La distanza tra le parti rimane quindi significativa. Teheran lega la riapertura di Hormuz all’accettazione delle proprie condizioni, mentre gli Stati Uniti devono ancora decidere se accogliere il percorso proposto e quali eventuali garanzie richiedere.

Il piano dei sette giorni rappresenta dunque una proposta negoziale, non ancora un accordo. Ma il fatto che Hormuz, il commercio energetico e il dossier nucleare siano stati inseriti nello stesso possibile percorso diplomatico mostra quanto siano intrecciati i principali nodi della crisi.

Ora la parola passa a Washington. Se la proposta iraniana dovesse trasformarsi in un’intesa, la riapertura di Hormuz potrebbe diventare il primo segnale concreto di una de-escalation. Se invece le condizioni resteranno incompatibili, lo Stretto continuerà a essere non soltanto una rotta energetica, ma una delle principali carte sul tavolo della più delicata partita diplomatica tra Iran e Stati Uniti.

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Celeste Altamura

Data:

25 Settembre 2026
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