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MUSK: “SE APPLE INTEGRA OPENAI A LIVELLO OS LA VIETERÒ IN TUTTE LE MIE AZIENDE”

I nuovi sistemi operativi appena presentati da Apple alla WWDC

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“Se Apple integra OpenAI a livello di OS (il suo sistema operativo) allora i dispositivi di Apple saranno vietati nelle mie aziende. Questa è un’inaccettabile violazione di sicurezza”. A proferire queste parole è Elon Musk in un post su X dopo che Apple ha recentemente annunciato una partnership con l’azienda guidata da Sam Altman per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Musk ha infatti espresso serie preoccupazioni sulla capacità delle due aziende di tutelare le informazioni personali degli utenti, ed in un successivo post ha aggiunto: “E’ assurdo che Apple non sia abbastanza intelligente da creare la sua intelligenza artificiale, ma sia in qualche modo in grado di garantire che OpenAI protegga la vostra sicurezza e privacy. Apple non ha idea di cosa accadrà una volta che i dati sono nelle mani di OpenAI”. Tra Musk e OpenAI, azienda che ha contribuito a fondare e poi ha abbandonato, sembrano esserci ancora vecchi rancori: infatti Musk ha più volte contestato alla società guidata da Altman di essere diventata da no profit a società a scopo di lucro, e in risposta anche Musk avrebbe lanciato Grok, il suo modello di IA, rendendolo però open source.

 Le preoccupazioni di Musk si baserebbero sulla recente conferenza per gli sviluppatori Apple “WWDC24” tenutasi a Cupertino, dove appunto Apple ha mostrato al mondo la sua “Apple Intelligence”, ovvero il risultato della collaborazione tra loro e Open AI, il cui nome sarebbe un gioco di parole perché Apple Intelligence non è altro che AI e dunque Artificial Intelligence. Durante il convegno, Tim Cook ha mostrato che le sue funzionalità AI saranno in grado di fare cose per l’utente direttamente nelle applicazioni: potrà gestire le notifiche o scrivere automaticamente cose per l’utente o riassumere il testo nella posta e in altre app. Il colosso di Cupertino afferma inoltre che potrà fare cose facendo riferimento a un app per eseguire un’azione in un’altra applicazione, ad esempio sarà possibile chiedere di riprodurre un podcast inviato dal proprio partner. Secondo quanto affermato dall’azienda, essa si baserà su 3 principali pilastri: capacità, architettura ed esperienza e per trarre vantaggio delle sue funzioni avrà bisogno di un hip A17 Pro o della serie M. Con Rewrite, Apple Intelligence consentirà agli utenti di scegliere tra diverse versioni di ciò che hanno scritto, adattando il tono al pubblico e al compito da svolgere mentre con Riepiloga, gli utenti possono selezionare il testo e riepilogarlo sotto forma di un paragrafo comprensibile, punti chiave puntati, una tabella o un elenco.

Al centro dell’intelligenza di Apple c’è Siri. L’assitente vocale di Apple non è più un semplice assistente vocale ma permetterà agli utenti di apportare correzioni in tempo reale e mantenere il contesto conversazionale. Per quanto riguarda l’integrazione con ChatGPT invece, Apple ha svelato che gli utenti potranno avere l’accesso al chatbot nelle esperienze all’interno di iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia, consentendo di accedere alla propria esperienza, nonché alle sue capacità di comprensione di immagini e documenti, senza dover passare da uno strumento all’altro e rendendolo di fatto un’alternativa a Apple Intelligence. Infine, sempre secondo quanto svelato dall’azienda: “Gli indirizzi IP degli utenti sono oscurati e OpenAI non memorizzerà le richieste. Le politiche di utilizzo dei dati di ChatGPT si applicano agli utenti che scelgono di connettere il proprio account”. Un portavoce di Open

Data:

13 Giugno 2024

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