“La scuola è la più efficace leva di integrazione”. Sergio Mattarella sceglie Amatrice, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno scolastico, per richiamare il ruolo dell’istruzione nella costruzione della coesione sociale. Un messaggio pronunciato senza citare direttamente il governo o le nuove misure annunciate da Giorgia Meloni, ma arrivato poche ore dopo l’annuncio di un tetto alla presenza degli studenti stranieri nelle classi e del divieto di burqa e niqab a scuola. Il presidente della Repubblica ha ricordato che la scuola «è aperta a tutti», richiamando l’articolo 34 della Costituzione, e ha sottolineato la necessità di evitare «ghetti» e «barriere».
Il governo, intanto, procede verso il Consiglio dei ministri previsto per giovedì. L’ipotesi che nelle ultime ore ha preso maggiore consistenza è quella di un decreto legge, anche se il quadro normativo viene ancora definito. Nel provvedimento dovrebbero confluire il limite alla presenza di studenti stranieri nelle classi, il divieto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici e altre misure legate all’integrazione e all’apprendimento dell’italiano.
Il tetto annunciato dal governo è fissato al 30 per cento, ma la sua applicazione dovrebbe essere legata soprattutto alla conoscenza della lingua italiana e non alla semplice cittadinanza. Secondo quanto riferito dalla Repubblica, il testo allo studio dovrebbe concentrarsi sugli studenti non comunitari appena arrivati in Italia che presentano difficoltà significative nella comprensione e nell’uso dell’italiano. Gli studenti di seconda generazione già inseriti nel sistema scolastico potrebbero quindi essere esclusi dal conteggio.
È un passaggio rilevante, perché il limite del 30 per cento non nasce oggi. Una soglia analoga era stata introdotta nel 2010 attraverso una circolare ministeriale, ma la sua applicazione si è rivelata complessa soprattutto nelle aree dove la concentrazione degli alunni stranieri è maggiore. Il nuovo intervento punta a rendere la regola vincolante attraverso una norma di legge e ad affidare agli uffici scolastici territoriali un ruolo nella redistribuzione degli studenti.
Restano però aperte le questioni pratiche. I dirigenti scolastici hanno segnalato le difficoltà di spostare gli alunni verso altri istituti quando le scuole vicine sono già piene. Il governo dovrà quindi stabilire come applicare il limite senza compromettere il diritto allo studio e senza costringere le famiglie a trasferimenti incompatibili con la normale organizzazione scolastica.
Accanto al tetto è previsto il divieto di burqa e niqab nelle scuole. Il governo lavora inoltre a percorsi di apprendimento dell’italiano destinati ai genitori degli studenti con maggiori difficoltà linguistiche. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato che il criterio centrale del nuovo sistema sarà la conoscenza della lingua e che sono ancora in corso gli ultimi approfondimenti tecnici.
Il confronto politico è già aperto. Da una parte il governo presenta le misure come strumenti per evitare la formazione di classi caratterizzate da forte concentrazione di studenti stranieri e favorire l’integrazione; dall’altra vengono sollevati dubbi sulla loro applicazione concreta e sul rapporto con il diritto all’istruzione. Mattarella, senza entrare nel merito dei provvedimenti annunciati, ha riportato il dibattito alla funzione costituzionale della scuola: includere, creare legami e offrire a tutti gli studenti gli strumenti per costruire il proprio futuro.
Ora la parola passa al governo e, se il decreto sarà approvato, al Parlamento. Sarà il testo definitivo a chiarire dove finirà il confine tra una misura pensata per favorire l’integrazione e una regola destinata a ridisegnare concretamente la composizione delle classi. Perché la vera sfida, oltre gli annunci, sarà una sola: fare della scuola un luogo in cui le differenze non diventino né muri né ghetti, ma una parte governabile della realtà italiana.
Fonti
- ANSA, Mattarella: La scuola è aperta a tutti. E’ integrazione, aiuti a non creare ghetti’; Corriere della Sera, Mattarella ad Amatrice: «La scuola è aperta a tutti. Aiuta a non formare ghetti, a non alzare barriere; La Repubblica, Scuola, pronto il decreto sul tetto di alunni stranieri. Ma riguarda 2000 classi;
- ANSA, Verso il decreto su stranieri e burqa, richiamo di Zuppi sulla ‘scuola inclusiva’;
- Corriere della Sera, Valditara: «Tetto agli stranieri in classe solo se non parlano bene l’italiano».
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