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TERREMOTO A MESSINA A Messina, LA TERRA TREMA DUE VOLTE – Paura tra Sicilia e Calabria, ma Nessun Danno

La terra ha tremato due volte, a pochi secondi di distanza, facendo scattare la paura lungo la costa tirrenica del Messinese e arrivando a farsi sentire anche dall’altra parte dello Stretto. È successo questa mattina, martedì 18 agosto, quando due scosse hanno interessato l’area di Oliveri, in provincia di Messina. La più forte ha raggiunto una magnitudo di 3.7, mentre la seconda è stata registrata con magnitudo 3.3. A rilevare e localizzare gli eventi è stata la Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

La prima scossa è stata registrata alle 10:07:10, con epicentro a circa un chilometro a nord-ovest di Oliveri e a una profondità di 9 chilometri. Meno di un minuto dopo, alle 10:07:47, è arrivata la seconda, di magnitudo 3.3, localizzata a circa due chilometri a sud-ovest del comune, a una profondità di 10 chilometri. La vicinanza temporale e geografica tra i due eventi ha reso il doppio movimento particolarmente percepibile dalla popolazione.

Le scosse sono state avvertite in diversi centri della provincia di Messina e, secondo le segnalazioni, anche nell’area di Reggio Calabria. Una sensazione improvvisa, durata pochi istanti, sufficiente però a riportare alla mente di molti abitanti la particolare vulnerabilità sismica di questo territorio. Il fenomeno ha provocato soprattutto apprensione, con numerose persone che hanno percepito distintamente il movimento degli edifici e hanno cercato informazioni sull’accaduto.

Al momento, tuttavia, non risultano danni a persone o cose. È quanto è stato comunicato anche dall’amministrazione comunale di Oliveri, che ha invitato la cittadinanza a mantenere la calma, evitare allarmismi e affidarsi esclusivamente alle informazioni ufficiali. La situazione viene monitorata e gli uffici competenti restano in contatto con le autorità preposte.

Una magnitudo di 3.7 può essere chiaramente avvertita soprattutto quando l’evento è relativamente superficiale, come nel caso delle scosse registrate questa mattina. Questo spiega perché il terremoto sia stato percepito in un’area più ampia rispetto alla zona immediatamente circostante l’epicentro. La registrazione degli eventi e il loro costante aggiornamento rientrano nell’attività di sorveglianza sismica dell’INGV, che pubblica in tempo reale i dati sui terremoti rilevati dalla rete nazionale.

Per la popolazione resta dunque soprattutto la paura di quei pochi secondi in cui tutto sembra muoversi e il tempo pare fermarsi. Nessun danno segnalato, nessuna emergenza al momento, ma il territorio continua a essere osservato con attenzione. Perché un terremoto può durare soltanto un istante, ma in quell’istante riesce a ricordare a tutti, con una forza difficile da ignorare, quanto sia sottile il confine tra la normalità e l’imprevisto.

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Anna Stella Lobello

Data:

18 Agosto 2026
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