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4 LUGLIO 2026 – Dove tutto ha inizio

E’ il più grande concerto a pagamento nella storia della musica italiana: 250 mila spettatori arrivati da tutta Italia per fare festa con Ultimo, nome d’arte per Niccolò Moriconi, che a 30 anni si regala un sogno, un evento record nella sua città natale, Roma. Nella spianata di Tor Vergata prende vita quello che viene considerato il concerto dei concerti. Mai un cantautore era riuscito in una impresa simile. Ma dal mio punto di vista, Ultimo ci ha regalato qualcos’altro… Ad un certo punto dello show, verso il finale, Ultimo chiede allo staff di portargli un bicchiere di vino mentre si trova sul palco, esclamando “per godermi al meglio questo momento”. Il messaggio rimbomba nell’aria e come un missile raggiunge i 250 mila spettatori, molti dei quali giovanissimi, che applaudono con fragore il gesto del cantautore.

In questa giornata, Ultimo, con questo gesto, è riuscito a trasmettere un concetto semplice, sano, stimolante. Ha chiesto un calice di vino. Avrebbe potuto chiedere una birra, una bibita, o semplicemente dell’acqua, invece no, ha chiesto un calice di vino, consacrando, in tal modo, questo nettare della natura chiamato a gran voce per vivere al meglio un momento emozionante della propria vita. Con un linguaggio fuori dagli schemi enologici, fuori dai paroloni tecnici e distante da filosofici ragionamenti sul come cambiare la dialettica del vino per far avvicinare i giovani a questo prodotto della nostra amata terra, ecco che Ultimo dice, con assoluta naturalezza, “per godermi al meglio questo momento”. Una frase che può sembrare scontata ma espressa su di un palco davanti ad un numero così impressionante di persone assume un significato molto importante. Con solo sei parole, Ultimo, trasmette ciò che per duemila anni il vino ha rappresentato per intere generazioni e lo fa con un sorriso, senza dire troppo e senza pensarci su. Da sempre raccontiamo come il vino sia in grado di emozionare la nostra quotidianità, come sia sempre presente nei momenti di festa, nelle cene conviviali, nelle situazioni di allegria, come faccia parte delle nostre giornate. Migliaia di parole sono state spese per raccontare cosa sia il vino e cosa vuole trasmettere.

Non sempre riusciamo a raggiungere il nostro interlocutore ed a farlo emozionare come speriamo con i nostri racconti, ma in continuazione ci proviamo, crediamo nel messaggio che proponiamo. Ultimamente ci interroghiamo molto sulla tipologia di linguaggio da sviluppare per poter raggiungere il cuore delle persone. Si sono svolti molti convegni, molte riunioni hanno dissipato ore e ore di discussioni, e poi, ad un certo punto, in una serata afosa, quando meno te lo aspetti, ecco che un giovane cantautore, venuto su dal nulla ed in grado di riunire un importante numero di persone giunte per l’occasione da tutta Italia, trasmette quello che per molti di noi segna un traguardo forse mai raggiunto. Ultimo è stato in grado di far passare un concetto unico, diretto, immediato; il vino fa parte di noi e dei nostri momenti magici. Se volete, quindi, godervi in pieno un momento importante della vostra vita, fatelo in compagnia di un buon calice di vino. Il messaggio è forte, potente, incisivo ed arriva velocemente, senza indugio e rimane impresso nell’aria, nella mente di chi ascolta. Da oggi sarà forse più facile parlare ai giovani di vino, prendiamo spunto dalle parole di Ultimo per alleggerire il nostro lessico quando ne parliamo. Sfruttiamo questo momento per avvicinarci ai giovani e risollevare un settore che, per qualche strana alchimia, si trova in una fase di incertezza.

Grazie Ultimo per aver dato luce ad un comparto tra i più ammirati e amati del mondo.

Buona degustazione.

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Carlo Dugo

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7 Luglio 2026
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