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LO STAR BENE QUALSIASI SIANO LE CONDIZIONI INTORNO A NOI – Il Pensiero si Dirige verso Vini Bianchi, Freschi, Sapidi, dai Colori Brillanti

L’estate è alle porte, anzi diciamo che è entrata già nelle nostre case, nella quotidianità, nei nostri ambienti e molte volte ci coglie impreparati, con quel senso di afa che si porta dietro e che si palesa dal nulla in poco meno di una giornata. Sembrava ieri quando parlavo di un bel vino rosso strutturato da degustare di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna con tanta neve intorno; sembrava ieri vivere quel momento in compagnia di un bel libro, magari seduti su di un divano con la civiltà lontana anni luce da noi con il solo crepitio dei ceppi a far da compagnia. Tutto questo sembra un tempo lontano ma non lo è veramente. La nostra mente si adegua facilmente al cambio delle stagioni, e quello che ci sembrava perfetto in un momento non lo è più per la situazione attuale. Ecco che subentrano altri ragionamenti il cui unico obiettivo è farci star bene, qualsiasi siano le condizioni intorno a noi. L’idea del camino acceso viene soppiantata dal senso del mare, del sole, dal piacere delle spiagge ma anche dalle montagne estive con i suoi camminamenti, con le sue valli e quant’altro. Immancabile il pensiero si dirige verso vini bianchi, freschi, sapidi, dai colori brillanti, in grado di emozionare i nostri sensi per donare loro quel senso di appagamento necessario per il ricongiungimento del nostro essere con la natura circostante.

 E’ il caso di un vitigno unico, armonioso, direi quasi esplorativo nel nostro palato: lo Zibibbo, (noto anche come Moscato d’Alessandria). E’ un vitigno a bacca bianca, sembra, di origine egiziane ed importato in Sicilia dai Fenici. Il suo nome deriva dall’arabo “zabib” (uva passa). Viene coltivato principalmente nella Sicilia occidentale ma è sull’isola di Pantelleria che dimostra tutto il suo carattere. Dichiarato Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO nel 2014, affonda le sue radici nelle conche dell’isola per ripararsi dal vento. Viene vinificato sia nella versione passita, prendendo il nome di Passito di Pantelleria, che nella versione secca, dove i vini conservano l’aroma tipico del moscato, unito a spiccate note agrumate condite da una notevole mineralità.

La versione passita si abbina ottimamente con la pasticceria secca siciliana, dove cannoli, cassate e biscotti alle mandorle fanno da padroni indiscussi. La variante secca è altresì, ideale con crudi di pesce, fritture, crostacei. Non disdegna i piatti speziati della cucina mediorientale; in entrambi i casi ci troviamo di fronte all’estate.

Immaginate di dover organizzare un pranzo per voi e magari con qualche amico. Le ricette a base di pesce sono benvenute in questo periodo… bene, prepariamo un menù con antipasto a base di carpaccio di pesce spada, di salmone, accompagnati da cocktail di gamberi, per poi proseguire con una semplice pasta alle vongole, che poi dire semplice è riduttivo. E, a seguire, una spigola in crosta di sale come secondo e per finire un bel cannolo siciliano con ricotta e canditi che esaltano i sentori di zagara, albicocca e miele. Viene da sé che l’abbinamento perfetto è lo zibibbo secco per il pasto ed il passito di Pantelleria per il dolce ed il gioco è fatto. Però mi raccomando, tutto deve essere preparato con l’ingrediente principale, la voglia di star bene… quanto? Decidete voi la quantità, l’importante è che sia abbondante.

Buona degustazione.

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Carlo Dugo

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23 Giugno 2026
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