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CUBA, L’ECONOMIA SPROFONDA NELLA CRISI – Inflazione Al 25% E Prezzi Alle Stelle

“Si potranno comprare uova, un giorno, a prezzi accessibili?”. È questo il titolo di un approfondimento pubblicato in prima pagina dal quotidiano ufficiale del Partito Comunista di Cuba, Granma. Un interrogativo che, da solo, restituisce la dimensione della grave crisi che l’isola caraibica sta affrontando sul fronte dell’economia interna. Secondo quanto riportato dal quotidiano, al 17 settembre un cartone da 30 uova costava tra i 2.700 e i 3.300 pesos, una cifra superiore alla pensione mensile di un comune pensionato.

Il riferimento alle uova riguarda, da un lato, un bene di prima necessità; dall’altro, una delle produzioni agricole maggiormente colpite dalle difficoltà economiche che stanno interessando il Paese e da un’inflazione tornata a crescere rapidamente. Su base annua, a Cuba l’inflazione ha raggiunto ad agosto il 25,19%, mentre nello stesso mese i prezzi sono aumentati del 4,92%.

A fronte di questi aumenti e della progressiva perdita di valore della moneta, dal 16 settembre la Banca Centrale ha messo in circolazione nuove banconote da 10.000 e 20.000 pesos. Secondo la motivazione ufficiale, l’introduzione dei nuovi tagli risponde alle esigenze di un’economia che richiede una maggiore quantità di denaro contante, consentendo di ridurre i costi logistici e rendere più agevoli le transazioni nell’attuale fase inflazionistica.

I rincari interessano praticamente tutti i principali settori dell’economia. Particolarmente forte è l’aumento dei prezzi di alimenti e bevande analcoliche, pari al 36,01% su base annua, mentre tabacchi e bevande alcoliche hanno registrato un incremento del 37,18%. Anche la ristorazione ha subito un aumento del 35,74%, i trasporti del 25,03% e l’istruzione del 19,57%.

La situazione economica rappresenta una delle principali sfide per il presidente Miguel Díaz-Canel e per il suo governo. Tra i fattori indicati dalle autorità dell’Avana vi è anche il lungo embargo statunitense, che l’esecutivo definisce “blocco”. Secondo il rapporto presentato dall’isola alle Nazioni Unite, nel periodo compreso tra il 1° marzo 2025 e il 28 febbraio 2026, l’ammontare dei  danni economici attribuiti al “blocco” statunitense ha raggiunto la cifra record di 8,083 miliardi di dollari.

Il tema è stato richiamato in questi giorni anche nell’ambito dei BRICS, il gruppo che riunisce alcune delle principali economie emergenti, tra cui Russia e Cina. Nell’ultima dichiarazione congiunta, i Paesi membri hanno espresso “profonda preoccupazione per la situazione di Cuba a causa dell’inasprimento delle misure unilaterali di blocco contro il Paese”, sottolineandone, secondo il testo, gli effetti sull’economia, sull’approvvigionamento energetico e sulla situazione umanitaria della popolazione cubana. A tale vertice BRICS, svoltosi il 12 e 13 settembre a Nuova Delhi, è stato invitato anche il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla, che in un intervento nella sessione aperta ha nuovamente posto l’accento su quello che ha definito “il criminale blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba”, sostenendo che esso si sia rafforzato “a livelli senza precedenti”.

A peggiorare ulteriormente il quadro dell’economia interna è la perdita di valore del peso cubano. La forte svalutazione rende più costose le importazioni e, insieme alla persistente carenza di carburante ed energia, contribuisce ad alimentare un circolo vizioso: la scarsità di carburante e di valuta estera limita la produzione e le importazioni; la minore disponibilità di beni contribuisce all’aumento dei prezzi; l’inflazione erode il potere d’acquisto dei salari e, contemporaneamente, la svalutazione del peso rende ancora più onerose le importazioni.

La ricetta del governo, delineata anche attraverso la riforma economica contenuta nel decreto 167, dovrà essere valutata nel medio e lungo periodo. Nel frattempo, però, i dati disponibili descrivono un’economia cubana alle prese con una crisi profonda, nella quale inflazione, scarsità di beni, svalutazione monetaria, difficoltà energetiche e contrazione dell’attività economica si alimentano reciprocamente.

(Foto interna di copertina: produzione di uova a Cuba, credits: Cibercuba)

Author Profile

Enrico Picciolo

Data:

18 Settembre 2026

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