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FONDAZIONE ENPAM: PENSIONI NOVEMBRE, AUMENTO E DIECI MESI DI ARRETRATI – Ecco i 184mila pensionati coinvolti

A novembre arriva un aumento atteso da mesi per i pensionati della Fondazione Enpam, accompagnato dagli arretrati maturati dall’inizio dell’anno. La novità riguarda gli assegni gestiti dall’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri: non si tratta, dunque, di una misura destinata a tutti i pensionati italiani, ma agli iscritti e ai superstiti delle gestioni interessate dalla rivalutazione. Al 31 dicembre 2025, secondo il bilancio della Fondazione, i pensionati Enpam erano 184.021.

L’aumento deriva dalla rivalutazione annuale collegata all’andamento dei prezzi. Per il 2026 il parametro di riferimento è la variazione media annua dell’indice Istat FOI, senza tabacchi, risultata pari all’1,4% nel 2025. L’Enpam applica però una formula specifica prevista dai propri regolamenti: fino al limite di quattro volte il trattamento minimo, la rivalutazione è pari al 75% dell’indice, quindi all’1,05%; sulla parte eccedente la soglia viene invece applicato il 50%, pari allo 0,70%.

Il punto centrale per chi riceverà il pagamento di novembre è la decorrenza. L’incremento spetta dal 1° gennaio 2026, ma il via libera ministeriale alle deliberazioni dell’Enpam è arrivato soltanto a settembre. Per questo la rata di novembre comprenderà sia l’importo della pensione rivalutato sia le differenze maturate per i dieci mesi precedenti, da gennaio a ottobre. L’Enpam ha precisato che l’importo degli arretrati varierà in funzione della pensione individuale e dell’eventuale applicazione delle due aliquote.

La platea interessata comprende le pensioni del Fondo di previdenza generale e quelle del Fondo della medicina convenzionata e accreditata. Nel primo rientrano, tra le altre, la Quota A e la Quota B; nel secondo sono comprese le prestazioni legate alle attività svolte nell’ambito della medicina convenzionata e accreditata. I dati ufficiali mostrano inoltre che il numero complessivo dei pensionati Enpam è cresciuto nel 2025 rispetto all’anno precedente, passando da 174.626 a 184.021 unità.

Non esiste, quindi, un importo uguale per tutti. Per conoscere la cifra effettivamente spettante sarà necessario verificare il proprio cedolino di novembre, tenendo conto dell’importo pensionistico, della gestione di appartenenza e delle eventuali quote soggette alle diverse percentuali di rivalutazione. L’adeguamento riguarda inoltre alcuni importi collegati alle prestazioni per inabilità: per l’inabilità assoluta e permanente, ad esempio, il trattamento minimo passa da 18.149,59 a 18.403,68 euro annui, con rivalutazione piena dell’1,4%.

Il calendario di novembre, dunque, segna per migliaia di medici e odontoiatri un appuntamento particolare: non un nuovo bonus, ma il riconoscimento tardivo di un adeguamento che spettava già dall’inizio del 2026. L’aumento mensile può essere contenuto, ma dieci mesi di differenze concentrate in un’unica rata rendono il prossimo cedolino particolarmente atteso. E questa volta, più che una promessa, a parlare sarà direttamente il conto.

Fonti

  • ENPAM – Fondazione Enpam, dati ufficiali su pensionati e rivalutazione 2026;
  • ENPAM-GDP – Il Giornale della Previdenza dei medici e degli odontoiatri;
  • ISTAT – Indice FOI 2025 e variazione media annua dell’1,4%.

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Anna Stella Lobello

Data:

7 Ottobre 2026
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