CULTURA: “Dalla toga alla macchina fotografica”, per la prima volta Enrico Duratorre, fotografo pontino, si racconta in pubblico “Dalla toga alla macchina fotografica – spiega Enrico Duratorre – è la storia di una scelta che mi ha permesso di riprendere in mano la mia vita e ricominciare a vivere.

Divers anni fa la vita mi mise davanti ad un bivio – continua il fotografo pontino – ed io a quel bivio scelsi di seguire il cuore, perché non volevo più perdere tempo a fare cose che non mi andava più di fare. Alla soglia dei quarantacinque anni decisi di voler essere felice – conclude Duratorre.“
La storia di Enrico, che ad un certo punto della sua vita ha deciso che era giunto il momento di riprendere in mano la propria vita liberandosi di tutti quei lacciuoli che imbrigliavano la sua voglia di vivere, verrà raccontata da lui stesso nel corso di Fantasticon 2026, in un’intervista condotta dalla giornalista Francesca de Meo, che conosce bene il percorso del fotografo pontino, per aver più volte collaborato con lui.
Soprattutto oggi che la società impone degli stereotipi sempre più lontani dalla realtà quotidiana e troppo spesso irrealizzabili, la storia di Enrico, può dare numerosi spunti di riflessione. Voler cambiare, perché non ci si sente più a proprio agio in una determinata situazione viene spesso visto come un fallimento, chi poi segue il cuore o magari trasforma una passione in un lavoro, magari un lavoro considerato “non convenzionale” viene visto come un folle, come un perdente, forse è solo un visionario che riesce a vedere oltre la nebbia che offusca la nostra vista, ed a precorre i tempi.
In passato intuizioni e creatività hanno spinto la società ad una crescita importante, anche quando si è usciti da situazioni complesse, oggi invece c’è un appiattimento verso il basso, un’apatia che come la sfera sul piano inclinato corre sempre più verso il basso ed allora storie come questa possono far capire che si può ancora sognare, dare sfogo al proprio ingegno ed alla propria creatività, combattendo l’appiattimento sociale.
“Nel momento della mia scelta ha dovuto combattere contro una serie di stereotipi e pregiudizi, porte sbattute in faccia, ma anche tante mani tese di chi ha capito la mia decisione non era un gesto di follia, ma il desiderio di ricominciare. Quando si tocca il fondo, o ci si rialza o si affoga – ci racconta Enrico Duratorre – e non è semplice, perché la società non ci vuole liberi e pensanti, ma appiattiti. Inseguire un sogno di libertà non mai è stato facile e comporta il pagamento di un prezzo, ma quando superi le prime difficoltà come quando scali una montagna, i primi passi sono i più difficili, ma se non ti arrendi alle prime difficoltà, alla fine i risultati arrivano, è così che ho ricominciato a vivere.”
Se volete conoscere la storia di una scelta che ha cambiato il modo di vedere la vita, l’appuntamento è per domenica 23 agosto alle ore 20.00 a Formia, sulla terrazza della Banca Popolare del Cassinate, durante Fantasticon 2026, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.
L’incontro sarà impreziosito dagli intermezzi musicali del Duo Kazane che accompagneranno Enrico Duratorre e Francesca De Meo nella loro chiacchierata.
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