Il Festival dei due Mondi ha da poco chiuso i suoi battenti ma la sua presenza in Spoleto è costante, anche quando non sono fisicamente attivi gli eventi e i concerti. La storia del suo passato – soprattutto quando era in vita il suo fondatore, Giancarlo Menotti – parla, infatti, continuamente: nelle strade, nei teatri nei palazzi, nelle piazze.

Mi sovviene a tal proposito – e voglio ricordarla – la leggendaria mostra d’arte all’aperto realizzata nel 1962 e intitolata “Sculture nella città”.
Era la quinta edizione del Festival quando il critico d’arte Giovanni Carandente, sostenuto entusiasticamente dallo stesso Menotti, trasformò la città umbra in un museo a cielo aperto, esponendo alcune tra le opere dei più grandi scultori del Novecento. Così strade, spazi tra le case, giardini, piazze, vicoli e le stesse pendici della Rocca Albornoziana divennero sede permanente di opere scultoree moderne, la cui presenza aveva lo scopo di realizzare un’armonica fusione tra l’arte contemporanea internazionale e l’architettura medievale e antica di Spoleto.
La partecipazione fu imponente: ben 53 scultori provenienti da tutto il mondo e 104 opere esposte. Di esse, dodici (in ferro) furono realizzate direttamente negli stabilimenti dell’ Italsider. Molte sculture furono riconsegnate agli autori, mentre altre sono rimaste stabilmente in città, diventando parte integrante e caratterizzante dell’urbanistica spoletina.
Per la riuscita dell’impresa fu determinante la collaborazione dell’architetto Alberto Zanmatti che disegnò tutte le basi per le sculture.
Ne ricordo solo alcune:

- Il Teodelapio di Alexander Calder (monumentale scultura in acciaio davanti alla stazione)
- la Colonna del Viaggiatore di Arnaldo Pomodoro. (posta al centro di una rotatoria)
- Colloquio Spoletino di Pietro Consagra (ad un incrocio di Via Salaria Vecchia)
- Spoleto 1962 di Nino Franchina (sistemata nella piazza del Comune)
Il Teodelapio di Alexander Calder, prodotta per l’occasione, divenne l’opera simbolo di questa mostra. L’autore creò una delle più grandi sculture moderne in ferro fino ad allora realizzate (alta 18 metri, larga 14 per un peso di circa 30 tonnellate). Costruita negli stabilimenti Italsider di Savona, la statua fu così chiamata dal nome di un antico duca longobardo che governò Spoleto dal 601 al 653 dando vita a uno di più lunghi e stabili regni nella storia della città. Calder scelse questo nome dopo avere visto –in un albergo – una stampa antica del duca che indossava una corona a punte aguzze e alla quale si ispirò in alcune parti della sua opera.
Fino al 1968 (anno in cui fu costruita l’opera “El sol rojo”- alta 20 metri circa – per le Olimpiadi di Città del Messico) detenne il titolo di statua di ferro più alta del mondo.
Alexander Calder era nato a Filadelfia nel 1898. Oltre che scultore, fu disegnatore, pittore, progettista di giocattoli, arazzi, tappeti e gioielli.
Decise di divenire un’artista dopo avere svolto diverse professioni nessuna delle quali lo aveva soddisfatto. Seguendo il richiamo interiore verso il mondo artistico, si trasferì a New York per iscriversi alla scuola d’arte collaborando, fin da studente, nella realizzazione di diversi lavori. Nel 1926 si traferì a Parigi, a Montparnasse, dove si dedicò alla produzione di giocattoli articolati che gli permisero di realizzare oggetti e personaggi che riproducessero circhi reali che gli permisero di tenere spettacoli a pagamento. Nel 1928 iniziarono le sue prime mostre di scultura a filo per approdare, infine, alla realizzazione di statue cinetiche azionate da manovelle e pulegge.
Parallelamente Calder sperimentava sculture astratte autoportanti, quindi stabili, per arrivare, infine, alle opere monumentali di cui il Teodelapio rappresentò la sua prima installazione.
Alexander Calder morì a New York nel 1976, celebrato come uno degli artisti più significativi degli Stati Uniti.
Dal 1987 la famiglia ha istituito una fondazione con lo scopo di tutelare le sue opere, eseguire i suoi progetti, collaborare alle esposizioni e alle pubblicazioni, nonché restaurare le opere dell’artista.
Author Profile
Latest entries
Prima Pagina14 Agosto 2026FASTI PASSATI (E PRESENTI) DEL FESTIVAL DEI DUE MONDI
Musica, cinema e spettacolo29 Luglio 2026LE STELLE D’ARGENTO 2026 – Il Cinema Italiano in Rassegna sul Lago Trasimeno
Politica Nazionale27 Luglio 2026FAMIGLIE E IMPRESE – Manovra in Salita, Maggioranza in Fibrillazione: Meloni Chiama all’Unità
Cultura23 Luglio 2026UNA VISITA PRESSO L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA 2026 – Il Mammut della Fortezza Spagnola
