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DIECI ANNI DAL TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA , MATTARELLA – “Pagina Drammatica della Repubblica” -Meloni “Non Dimenticheremo”

Dieci anni dopo, la memoria torna a quella notte in cui il Centro Italia fu sconvolto dalla terra. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 una violenta scossa di magnitudo 6 colpì l’area dell’Appennino centrale, con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, devastando Amatrice e numerosi altri comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Il bilancio fu di 299 morti, 365 feriti e oltre 40 mila sfollati. La sequenza sismica proseguì nei mesi successivi, fino agli inizi del 2017.

Ad Amatrice, simbolo di quella tragedia, il decennale è stato scandito dalla commemorazione e dal ricordo delle vittime. Nella notte, all’ora esatta della prima scossa, una fiaccolata silenziosa e 239 rintocchi di campana hanno accompagnato la memoria delle persone morte nella città reatina. Nel pomeriggio la cerimonia ufficiale, con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, ha riportato al centro dell’attenzione anche il tema della ricostruzione.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua dichiarazione per il decimo anniversario, ha definito il terremoto «una pagina drammatica della storia della Repubblica». Il capo dello Stato ha ricordato la solidarietà arrivata da tutta Italia e il lavoro dei volontari e dei soccorritori, indicandoli come un segnale di speranza nel momento più difficile. Ma il messaggio presidenziale guarda anche al futuro: il risanamento, ha sottolineato Mattarella, è un percorso complesso che deve essere portato a compimento nel più breve tempo possibile, per restituire ai territori quella normalità spezzata dalla tragedia.

Sul fronte del governo, Giorgia Meloni ha affidato il proprio messaggio alla memoria e alla responsabilità. «Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016», ha scritto la premier, ricordando come quella prima scossa abbia dato avvio a una sequenza sismica capace di sconvolgere un’area vastissima. Meloni ha riconosciuto le difficoltà e i ritardi accumulati negli anni, sostenendo che il governo abbia impresso un cambio di passo alla ricostruzione privata e pubblica. La presidente del Consiglio ha però chiarito che il cammino non è concluso: molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare per la rinascita economica e sociale dell’Appennino centrale.

Il decennale, dunque, non è soltanto una ricorrenza. È il punto d’incontro tra una ferita che il tempo non ha cancellato e una ricostruzione che attende ancora di essere completata. La memoria delle 299 vittime si intreccia con la vita di comunità che hanno dovuto ricominciare lontano dalle proprie case e con la sfida di restituire futuro a borghi e territori colpiti nel cuore.

Dieci anni dopo, le macerie non sono soltanto quelle lasciate dal terremoto. Sono anche il monito di ciò che accade quando la ricostruzione si allontana dalla promessa del tempo. E la vera misura della rinascita, oggi, non sarà soltanto ciò che verrà ricostruito, ma la possibilità per quelle comunità di tornare finalmente a chiamare casa la propria terra.

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Fonti

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Donatella Gimigliano

Data:

24 Agosto 2026
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