Un libro magnifico e profetico. Un vibrante omaggio al mare e alle navi. Si legge, dalla penna di Joseph Conrad, l’indignazione di un marinaio che assiste al capovolgimento di un mondo, quello degli uomini di mare sacrificati alla nuova economia e al turismo.

Ma ora un uomo si porta appresso a bordo le condizioni della vita di terra, e nella nave trova il solito tipo di albergo, con i suoi tentativi d’ogni genere di finta comodità, tutti gli svantaggi della vita in comune, cui si aggiunge la noia di non potervisi sottrarre per un certo numero di giorni. […] Le cose andavano diversamente per il viaggiatore sotto vela dei vecchi tempi: doveva acclimatarsi all’atmosfera morale della vita di bordo ch’era destinato a respirare per tanti giorni. […] Il silenzio dell’universo stava molto vicino al veliero, col suo carico di vite dalle quali la tensione e le ansie quotidiane erano state rimosse, come se il cerchio dell’orizzonte fosse un anello magico posato sul mare. Senza dubbio quei giorni così incantati erano vuoti, ma non erano noiosi come la gente potrebbe immaginare. Trascorrevano velocemente, e, anche se non recavano profitto o divertimento, non posso fare a meno di pensare che non fossero sprecati. No! Non erano sprecati.
Il naufragio del Titanic è il titolo della raccolta di saggi e articoli redatti da Joseph Conrad tra il 1909 e il 1923 che Cluster-A riporta ora, dopo lunga assenza, all’attenzione dei lettori. Tra questi, i due articoli redatti dall’autore all’indomani della tragedia del Titanic, sulle cui cause, da profondo conoscitore del mare e delle sue leggi, Conrad si interroga a lungo, ritenendole infine tutte già intrinseche nell’intento spudoratamente commerciale dell’operazione. Ciò che rimane, è una grave e nostalgica tenerezza di fronte all’inevitabile.
Dall’evoluzione delle forme e del senso della letteratura di viaggio ai ricordi di vita in mare, a fronte di un mondo già profondamente mutato: nove testi redatti in quasi quindici anni di lavoro, ma tutti attraversati dal costante interrogativo sul senso e sul valore del progresso umano.
Chiude il volume un prontuario dei termini marinareschi.

Joseph Conrad (Berdyčiv, oggi Ucraina, 3 dicembre 1857 – Bishopsbourne,Kent, 3 agosto 1924) nato Józef Teodor Konrad Korzeniowski, da famiglia polacca, è stato uno dei più importanti scrittori moderni di lingua inglese.
A 17 anni s’imbarcò a Marsiglia, come semplice mozzo, su una nave francese.
Per tre anni navigò toccando i porti del Mediterraneo; nel 1878 s’imbarcò sotto bandiera inglese e nel 1884 conseguì il brevetto di capitano, naturalizzandosi suddito britannico.
Conrad è stato capace, grazie allo straordinario linguaggio (benché l’inglese fosse la sua terza lingua, dopo quella polacca e quella francese) di ricreare in modo magistrale atmosfere lontane, rispecchiandovi i dubbi e i tormenti dell’animo umano.
Precursore della letteratura modernista, con il suo originale, polifonico stile narrativo ed i suoi personaggi anti-eroici, ha influenzato numerosi grandi scrittori, tra i quali Hemingway, Scott Fitzgerald, Lawrence, Greene, T.S. Eliot, Faulkner, Gide.
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