PABLO PICASSO – I Tre Musicisti

I tre Musicisti è  stato realizzato nel 1921 ed è considerata una delle opere più importanti di Picasso in tutta la sua carriera artistica. L’opera fa parte della produzione legata al Cubismo sintetico del famoso artista spagnolo.

Questo dipinto mostra il forte impatto e collegamento tra Picasso ed il mondo della cultura italiana, come si può notare dalla scelta dei tre protagonisti, che fanno parte senza dubbio della tradizione italiana.

I personaggi al centro con le maschere, rappresentanti presumibilmente il trio di amici nel vivo del dibattito artistico, con i poeti Guillaume Apollinaire e Max Jacob, sono ritratti in superficie rispetto a uno sfondo più profondo: Arlecchino al centro con una chitarra, a sinistra Pulcinella con un clarinetto e a destra Pantalone (o un monaco, che potrebbe alludere al ritiro in convento di Iacob secondo una diversa interpretazione della critica) che sta cantando e tiene in mano uno spartito.

I musicisti sono rappresentati con colori piatti, brillanti e di ampie porzioni. La loro bidimensionalità contrasta con la profondità tridimensionale della stanza. La concezione contraddittoria dello spazio pone in tensione la parete di sinistra più alta rispetto a quella di destra e le due linee rette che dovrebbero unirsi per chiudere il pavimento si presentano sghembe. La visione dei tre musici è frontale e bidimensionale, ma cambia per quanto riguarda la stanza con la quale si recupera il senso di tridimensionalità e profondità. La concezione dello spazio è tuttavia contraddittoria in quanto la parete di sinistra appare innaturalmente più lunga rispetto a quella di destra. I colori di questo dipinto sono piatti e distesi su ampie porzioni del dipinto. È sensibile la differenza di colore tra i dipinti del cubismo analitico (terrosi, neutri, tendenti alla monocromia) e i dipinti del cubismo sintetico.

Lo sfondo della scena è molto scuro e quindi le maschere chiare risaltano e acquistano una grande evidenza quasi come fossero su un palcoscenico. I colori vivi sono disposti al centro del dipinto mentre nelle zone marginali sono presenti colori più scuri. Soprattutto la figura di Arlecchino presenta colori brillanti che lo rendono protagonista della scena. L’uso di colori saturi distingue le opere del Cubismo sintetico, mentre toni più grigi descrivono la frantumazione dello spazio nel Cubismo analitico.

Il dipinto di Pablo Picasso è di forma rettangolare e l’inquadratura orizzontale incornicia le maschere all’interno dello spazio ristretto. Nella fascia in basso prevalgono le linee verticali delle gambe mentre nella parte superiore si trovano forme più complesse. A sinistra, Pulcinella è compreso in una forma piramidale e altri triangoli si colgono sugli altri due personaggi. Le tre maschere sono raccolte in centro dove si trova la massa compositiva principale.

Picasso decostruisce e ricompone interamente le forme dei musicisti e le loro figure, creando un gioco dinamico tra spazi positivi e negativi. L’Arlecchino, con il suo costume a motivi di diamanti, e Pierrot, il malinconico pagliaccio dalla faccia bianca, erano personaggi popolari conosciuti per la loro arguzia e il loro pathos. L’inclusione di un monaco aggiunge un altro strato di complessità simbolica. Dipinto nel periodo successivo alla prima guerra mondiale, questo lavoro riflette il desiderio di tornare all’ordine e alla chiarezza dopo anni di sconvolgimenti, pur mantenendo un sottostante senso di frammentazione e incertezza caratteristico dell’epoca. La profondità intellettuale del dipinto fornisce un punto focale convincente per la conversazione e la contemplazione, aggiungendo uno strato di raffinatezza e ricchezza culturale a qualsiasi casa o ufficio.

Grazia De Marco

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