A FEDERICO FAGGIN IL PREMIO MENS ITALICA ALL’AUDITORIUM BANCO BPM DI VERONA

Sotto la presidenza della Dott.ssa Melinda Miceli, il riconoscimento si rinnova nel segno dell’eccellenza, della cultura e del dialogo tra i saperi

Quando la scienza incontra le domande più profonde dell’esistenza, il confronto supera i confini delle singole discipline e si trasforma in un’occasione di riflessione collettiva, capace di coinvolgere la mente e interrogare la coscienza. È quanto accaduto all’Auditorium Banco BPM di Verona, gremito per il convegno con Guido Paoli, Raffaele Fiore e Federico Faggin, dedicato a uno dei temi più affascinanti e complessi del nostro tempo: le cause profonde della guarigione e il rapporto tra salute, coscienza e conoscenza scientifica.

Un appuntamento che ha registrato il tutto esaurito, richiamando l’attenzione del pubblico su interrogativi che attraversano la medicina, la fisica e la filosofia: dove si colloca il confine tra ciò che possiamo misurare e ciò che ancora fatichiamo a comprendere? Quale ruolo hanno l’esperienza personale e la coscienza nella nostra idea di salute? E fino a che punto il dialogo tra discipline diverse può contribuire ad ampliare il nostro orizzonte conoscitivo?

Domande che non riguardano soltanto la ricerca scientifica, ma toccano il cuore stesso della nostra concezione dell’essere umano.

Il convegno ha messo in relazione prospettive differenti, creando uno spazio d’incontro tra medicina, fisica quantistica e riflessione sulla coscienza. Un terreno di dialogo stimolante, nel quale la curiosità intellettuale si è accompagnata alla necessità di mantenere vivo il senso critico, distinguendo i risultati consolidati della ricerca scientifica dalle ipotesi teoriche ancora oggetto di approfondimento.

A conferire all’iniziativa una particolare intensità è stata la volontà di superare le tradizionali separazioni disciplinari e affrontare la complessità della persona attraverso linguaggi, sensibilità e prospettive differenti.

La guarigione è diventata così anche un’occasione per interrogarsi sul significato della salute, sul rapporto con sé stessi e sulla possibilità di sviluppare una visione più ampia dell’esperienza umana. Un invito a costruire ponti tra conoscenze diverse, senza confondere metodi, evidenze e interpretazioni.

A sintetizzare lo spirito dell’iniziativa era stata Donata Lombardi Assi, organizzatrice dell’evento, con una riflessione che ne racchiude la vocazione umana e culturale: «Connettere mondi, edificare, accompagnare un percorso arduo per tutti, per ognuno di noi in modo singolo e speciale».

Parole che restituiscono il senso più autentico di un progetto orientato non soltanto alla trasmissione del sapere, ma anche alla costruzione di relazioni, alla condivisione delle esperienze e alla ricerca di nuove possibilità di confronto. Perché la conoscenza cresce quando diventa incontro, dialogo e responsabilità condivisa.

La conduzione è stata affidata a Rossana Becarelli, medico, antropologa e filosofa della scienza, la cui formazione interdisciplinare si inserisce pienamente nel tema dell’incontro. Sul palco anche Giulietta Bandiera, mentre il pianista e compositore Christian Faggiani ha accompagnato il pomeriggio con la musica, aggiungendo alla riflessione scientifica una dimensione artistica ed evocativa.

IL MOMENTO CULMINANTE: IL PREMIO MENS ITALICA A FEDERICO FAGGIN

Il momento culminante della giornata è stato il conferimento del Premio MENS ITALICA a Federico Faggin, fisico, inventore e protagonista di primo piano dell’innovazione tecnologica internazionale, noto per il suo contributo fondamentale allo sviluppo del microprocessore e per le successive riflessioni sulla coscienza e sulla natura dell’esperienza soggettiva.

Un riconoscimento di alto valore culturale, attribuito a una personalità che ha saputo attraversare territori diversi del sapere, dalla rivoluzione tecnologica alle grandi domande sulla coscienza, contribuendo ad alimentare un dibattito di rilevanza internazionale.

La scelta di Faggin si colloca nel cuore tematico del convegno: interrogare i limiti della conoscenza, esplorare le frontiere del pensiero e affrontare le questioni più impegnative poste dalla scienza contemporanea.

Il suo percorso rappresenta un punto d’incontro tra innovazione scientifica e riflessione filosofica, tra la comprensione dei meccanismi tecnologici e la ricerca di risposte sulla natura dell’esperienza cosciente.

Questioni che invitano a considerare la conoscenza non come un traguardo definitivo, ma come un cammino aperto, nel quale nuove domande possono schiudere ulteriori prospettive di ricerca.

Il Premio MENS ITALICA celebra così non soltanto una carriera di straordinario rilievo, ma anche il valore della ricerca, del pensiero e del confronto intellettuale.

LA DOTT.SSA MELINDA MICELI ALLA PRESIDENZA: IL RILANCIO DEL MENS ITALICA NEL SEGNO DELL’ECCELLENZA CULTURALE

A conferire ulteriore significato a questa edizione è il rilancio del Premio MENS ITALICA sotto la presidenza della Dott.ssa Melinda Miceli, critico d’arte, alla quale è affidato un ruolo centrale nel percorso di valorizzazione culturale e istituzionale del riconoscimento. La cura dell’iniziativa è affidata a Giulio Maniscalco.

La presidenza della Dott.ssa Melinda Miceli si colloca al centro di un progetto che intende riaffermare il valore della cultura, dell’ingegno e della responsabilità intellettuale, promuovendo un riconoscimento capace di dare risalto a personalità che, attraverso il proprio percorso, contribuiscono ad arricchire il patrimonio della conoscenza.

Il rilancio del MENS ITALICA si inserisce in una prospettiva nella quale la cultura non è soltanto memoria e celebrazione, ma anche capacità di interpretare il presente, custodire l’identità e aprire nuove strade al pensiero. Una visione che attribuisce al Premio una funzione di collegamento tra tradizione e contemporaneità, tra ricerca scientifica, sensibilità umanistica ed espressione artistica.

In questo contesto, la figura della Dott.ssa Miceli assume un rilievo significativo nella costruzione dell’identità culturale della nuova edizione: la presidenza accompagna il rinnovato percorso del riconoscimento, ponendo al centro il merito e l’importanza di personalità capaci di stimolare il dibattito e ampliare gli orizzonti della riflessione.

Il conferimento del Premio a Federico Faggin trova, pertanto, una particolare consonanza con lo spirito dell’iniziativa. Riconoscere una personalità di statura internazionale, il cui itinerario scientifico e intellettuale attraversa le grandi trasformazioni tecnologiche e si spinge fino agli interrogativi sulla coscienza, significa valorizzare il dialogo tra discipline e la capacità di confrontarsi con le questioni più complesse del nostro tempo.

Sotto la presidenza della Dott.ssa Melinda Miceli, il Premio MENS ITALICA si propone così come un luogo simbolico d’incontro tra eccellenza, cultura e pensiero, nel quale il riconoscimento del merito si accompagna alla promozione di una visione aperta e consapevole del sapere.

Un percorso che guarda al futuro, mantenendo saldo il legame con la tradizione culturale italiana e riconoscendo nella ricerca, nella creatività e nella responsabilità intellettuale valori fondamentali per la crescita della società.

A consegnare il prestigioso riconoscimento a Federico Faggin sono stati Walter Brunello, presidente di ITALEA Veneto, Luciano Corsi, presidente di Veronesi nel Mondo, e Francesco Cortese, presidente della Fondazione Polo Marconi.

Quest’edizione è stata realizzata in collaborazione con Domenico Zanini, presidente onorario della Fondazione Polo Marconi, nell’ambito di un progetto che valorizza il legame tra cultura, ricerca, identità e promozione del merito.

UN AUDITORIUM GREMITO, UN MESSAGGIO CHE GUARDA AL FUTURO

Il tutto esaurito dell’Auditorium Banco BPM testimonia l’interesse verso temi che, pur appartenendo a campi specialistici, toccano questioni universali: la salute, la coscienza, la conoscenza e il significato dell’esperienza umana.

In un’epoca in cui la specializzazione scientifica procede a ritmi sempre più rapidi, occasioni di confronto come questa richiamano l’importanza di costruire ponti tra discipline, mantenendo viva la distinzione tra evidenze, interpretazioni e interrogativi ancora aperti.

La vera sfida consiste nel far dialogare i saperi senza annullarne le differenze, aprendo nuovi spazi di comprensione e approfondimento.

È questo il messaggio che emerge dall’incontro di Verona: la cultura scientifica e la riflessione filosofica possono incontrarsi in un confronto rigoroso e fecondo, capace di coinvolgere non soltanto gli specialisti, ma anche una comunità più ampia di cittadini interessati alle grandi questioni del nostro tempo.

Il conferimento del Premio MENS ITALICA a Federico Faggin, nel quadro del rinnovato percorso promosso sotto la presidenza della Dott.ssa Melinda Miceli, suggella una giornata dedicata alla conoscenza, alla ricerca e al valore del dialogo.

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L’iniziativa si è svolta con la collaborazione di Banco BPM, HUM MED, KOS – Vita al Centro e Fondazione Giorgio Zanotto.

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Attilio Miani
Attilio Miani
Direttore responsabile

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