Michail Bulgakov nel suo capolavoro Il Maestro e Margherita racconta di quando Woland (Satana) e la sua corte (tra cui il gatto Korov’ev) giungono a Mosca, scatenando il caos nel tessuto burocratico sovietico e instillando il tarlo dell’assurdo, della satira e della mistificazione: «Cose inaudite accadevano in quella città. […] La menzogna penetrava ovunque, e nessuno sapeva più dove finisse la realtà e dove iniziasse la burla di quel maledetto gatto.» Oggi la corte di Woland sono i meme moderni, agenti del caos culturale che hackerano la narrazione governativa introducendo l’assurdo e il ridicolo, lasciando le autorità nel panico perché incapaci di rispondere a una “burla demoniaca” che viaggia alla velocità della fibra ottica. Se la mente sono i meme, le braccia della protesta invece sono i giovani delle periferie di Parigi e Milano, rabbiosi, anzi rancorosi verso i centri del benessere borghese, lo stesso rancore descritto da Honoré de Balzac in Papà Goriot ed Illusioni perdute, quell’Eugène de Rastignac epitome del bruciante contrasto tra l’ambizione giovanile e una società che sbarra le porte a chi non ha capitale. L’autunno caldissimo 2026, comunque lo si voglia vedere, rimarrà nella memoria come il momento in cui la frattura generazionale europea ha smesso di esprimersi attraverso i canali politici tradizionali per riversarsi nelle piazze fisiche, teleguidata dal memeismo digitale.

Da Parigi a Milano, le scene di guerriglia urbana, i saccheggi e i cortei studenteschi che stanno scuotendo le principali città europee non hanno leader visibili, manifesti ideologici formalizzati o portavoce ufficiali, ma hanno algoritmi, hashtag virali, estetica anime e meme. Il cortocircuito tra il disagio socio-economico reale e la grammatica dell’infosfera ha trasformato la protesta giovanile in un fenomeno prettamente memetico, dove l’azione politica si struttura come un trend da copiare e riprodurre in modalità peer-to-peer. L’attivismo d’oltralpe assieme alla risposta italiana si sono piegati alle regole dello storytelling da piattaforma, dove la piazza diventa il set per il contenuto virale del giorno dopo. L’immaginario della GenZ/GenAlpha è l’apoteosi della cultura pop globale in salsa digitale, un melting pop fatto di riconoscibilità interna e spettacolarizzazione gamificata. I Miserabili di oggi sono, fatte le dovute differenze, come quelli di Victor Hugo, un’improvvisa protesta giovanile che scorre come un fenomeno fluido e travolgente, e che anticipa la viralità spontanea delle piazze odierne: ieri il passaparola dei caffè letterari oggi le dirette streaming.

Infarciti da ampie dosi di un familismo amorale tale da portarli a presentare un totale rifiuto verso le istituzioni, gli adolescenti affrontano oggi gli stessi problemi generazionali che Turgenev scriveva a proposito del nichilismo di Bazarov nel libro Padri e figli, la cui sola differenza con l’oggi è che quel rifiuto assoluto di ogni autorità e tradizione morale dei padri diventa adesso “nichilismo memetico”. Il paragone e il rimando storico-letterario termina però qui. La protesta giovanile è per il resto infatti ben povera di ogni altro fine e presenta due caratteri paradossali: primo perché assale i simboli del potere mercantile per appropriarsene, amplificandone così l’identità di marca invece di annientarla; e secondo perché le proteste producono immagini spettacolari che alimentano, ironicamente, il traffico e i profitti delle grandi piattaforme della Silicon Valley. La rivolta dunque diviene e fa il gioco dell’iperconsumo, della forza trainante della vetrinizzazione, del neoliberismo, crea ovvero un’immagine direttamente consumabile; e se la memetica digitale è straordinaria nel creare un’internazionale del disordine e nel distruggere simbolicamente le narrazioni del potere, non ha ancora dimostrato la capacità di costruire proposte politiche durature. Finché il trend non passerà di moda, lasciando il posto al prossimo video virale. Andrea Alessandrino
Author Profile
Latest entries
Primo Piano24 Ottobre 2026RIVOLTE ALGORITMICA, MASSE FLUIDE E GUERRIGLIE SEMIOTICHE- Nella memesfera della protesta
Scienze, tecnologia, social media11 Ottobre 2026L’ACCELERAZIONE SOCIAL COME FONTE E NUTRIMENTO DELL’ALGOCRAZIA NEOLIBERISTA
Social Network27 Settembre 2026CHALLENGE SOCIAL E ORDALIA DIGITALE
Social Network12 Settembre 2026SOCIAL, LA CALIFORNIA E IL TENTATIVO DI UN’ECOLOGIA DELLA MENTE
