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CAMPI FLEGREI SCOSSA 4.7 – La più Forte da 40 Anni. Pozzuoli crolla, Napoli si ferma

La terra si è mossa alle 10:43 di questa mattina e Napoli ha trattenuto il fiato. Una scossa di magnitudo 4.7 con epicentro nei Campi Flegrei, a 3 km di profondità sotto Pozzuoli, è la più violenta registrata nell’area negli ultimi 40 anni. È durata pochi secondi, ma è bastata a spaccare muri, far cadere cornicioni e a far scendere in strada decine di migliaia di persone. Il bilancio provvisorio parla di 21 feriti, nessuno grave, e di danni diffusi soprattutto nel centro storico di Pozzuoli e nei quartieri occidentali di Napoli.

A Pozzuoli è crollato parte del solaio di una palazzina in via Solfatara. Altri tre edifici sono stati evacuati per lesioni strutturali. Le scuole sono state svuotate in pochi minuti. Bambini in pigiama e genitori in lacrime nei piazzali. Al Rione Toiano un muro di contenimento ha ceduto su due auto parcheggiate. A Bacoli si è aperta una voragine in un parcheggio. Il sindaco ha firmato subito l’ordinanza di inagibilità per 15 stabili e ha attivato il COC, il centro operativo comunale.

A Napoli la scossa è stata sentita forte da Bagnoli a Fuorigrotta, da Pianura al Vomero. E’ scattato il panico. Gente in strada con i cani, negozi chiusi, chiese aperte per accogliere chi aveva paura di rientrare. La Protezione Civile ha segnalato cali di tensione e blackout a rotazione in 6 quartieri. L’energia è saltata per oltre un’ora in alcune zone di Soccavo e Agnano. Il traffico è andato in tilt: stop immediato ai treni della Circumflegrea e della Cumana, verifiche sui viadotti e sulle gallerie. La metropolitana linea 2 è rimasta ferma fino a metà pomeriggio. L’aeroporto di Capodichino ha operato regolarmente ma con ritardi.

Poi, come spesso succede ai Campi Flegrei, è arrivato il “branco”. In serata altre 12 scosse, tutte tra 2.1 e 3.4. La più forte alle 19:22. Ogni boato faceva tremare di nuovo i palazzi già provati. La gente non è rientrata. Piazze piene, auto parcheggiate in doppia fila, famiglie che dormono con il necessario in uno zaino.

I vulcanologi dell’Osservatorio Vesuviano parlano di “crisi sismica in rialzo” all’interno del fenomeno di bradisismo che da mesi sta sollevando il suolo di Pozzuoli di quasi 2 cm al mese. “Non possiamo dire se questa sia la scossa principale o una foreshock” ha spiegato il direttore. “Quello che è certo è che l’area è sotto stress e va monitorata ora per ora”. Il livello di allerta resta giallo, ma il Dipartimento Nazionale ha inviato squadre aggiuntive e moduli abitativi.

Al pronto soccorso del Santa Maria delle Grazie e del San Paolo sono arrivati i feriti: contusioni, tagli da vetri, attacchi di panico. Una donna di 78 anni è stata estratta dalle macerie di un balcone crollato a Pozzuoli. Sta bene. È lei il simbolo di una giornata che poteva finire molto peggio.

La politica è arrivata in serata. Il ministro della Protezione Civile a Napoli, il presidente della Regione in Prefettura. Promesse di fondi, di verifiche, di case. Ma la gente chiede altro: chiarezza. Da anni i Campi Flegrei respirano, si gonfiano, tremano. 500mila persone vivono dentro una caldera attiva. Sanno che il rischio c’è, ma vivono lo stesso, perché è casa.

Stanotte Pozzuoli e Napoli ovest dormiranno con un occhio aperto. I vigili del fuoco continueranno i sopralluoghi con le torce. Gli ingegneri metteranno i puntelli. I genitori controlleranno i bambini.La terra ha ricordato a tutti chi comanda qui.

E ha ricordato anche a noi che, quando i Campi Flegrei si svegliano, non c’è piano, non c’è protocollo, non c’è muro che tenga. C’è solo la paura di 40 anni che torna tutta insieme, e la voglia di restare, anche se fa paura.

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Teresa Zagaria

Data:

1 Agosto 2026
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