OTTANTATRÉ ANNI DOPO QUEL TRAGICO E FONDATIVO AUTUNNO DEL 1943, L’ITALIA SI È RACCOLTA ATTORNO ALLA MEMORIA DEI SUOI CADUTI E DEI SUOI DEPORTATI.

Da Porta San Paolo a Piazza Dante, la celebrazione del “Secondo Risorgimento” restituisce voce e dignità all’Armata della Liberazione e agli Internati Militari Italiani.
Una scia luminosa che a partire da Porta San Paolo in Roma, ha lambito in lungo e in largo l’ Italia ed approdando in Alto Adige, ha fatto tappa in Piazza Dante a Trento. Mentre a Roma si celebrava l’8 settembre come data da cui è scaturita la Resistenza per la Liberazione dell’Italia dal giogo nazista, Trento si è prodigata anche per la commemorazione degli I.M.I. (Internati Militari Italiani), ossia dei nostri Gloriosi “ Combattenti senza Armi ”.
L’UOMO – SECONDO LA SCIENZA APPLICATA – NON HA MAI IMPARATO COME E CHE COSA
È NECESSARIO RICORDARE, QUINDI È PIÙ CHE MAI UTILE RIPETERE E RISCRIVERE TALUNI EVENTI.
Certe date non rappresentano semplici ricorrenze nel calendario civile, ma segnano lo spartiacque indelebile tra la dissoluzione e la rinascita di una nazione. L’8 settembre 1943 [1] rimane la data simbolo di una frattura profonda: il giorno in cui l’Italia, allo sbando e con le istituzioni al collasso all’indomani dell’ Armistizio di Cassibile [2], si ritrovò occupata per due terzi dalle truppe germaniche. Da quelle ceneri, tuttavia, prese vita il “Secondo Risorgimento”, un calvario di venti mesi fatto di resistenza, lealtà alla Bandiera e rifiuto del compromesso autoritario.
OTTANTATRÉ ANNI DOPO L’ 8 SETTEMBRE DEL ’43, L’ITALIA NON DIMENTICA CHI SCELSE L’ONORE.

Da Roma a Trento, un Paese unito nel ricordo dei soldati che dissero “NO” alla resa.
Un cordone indissolubile, avvolto alla scia luminosa che attraversando l’Italia l’ 8 settembre di quest’anno, ha messo insieme tutti. Partito da Porta San Paolo a Roma l’ideale corteo è arrivato fino a Piazza Dante, a Trento, in Alto Adige. Ottantatré anni dopo quel giorno che spezzò in due la storia del Paese, le istituzioni e i cittadini si sono ritrovati per rendere omaggio a chi, di fronte al collasso dello Stato, scelse di non arrendersi. A Roma si è celebrata la data da cui prese le mosse la Resistenza per la liberazione dell’Italia dal giogo nazista. A Trento, accanto a quel ricordo, si è fatto elogio agli Internati Militari Italiani: “Combattenti senza Armi”. Uomini, militari anche giovanissimi, che pagarono con la prigionia nei lager la fedeltà a un giuramento mai tradito
UNA MEMORIA DA RISCRIVERE OGNI ANNO

C’è un motivo se cerimonie come queste si ripetono, identiche nella forma ma mai scontate nella sostanza: la memoria e il mantenimento della Pace, si sa, hanno bisogno di essere coltivate.
E la storia dell’8 settembre 1943 è tra quelle che meritano di essere raccontate e raccontate ancora. L’Italia aveva raggiunto l’unità e l’indipendenza il 4 novembre 1918, al termine della prima guerra mondiale. Bastarono venticinque anni, un quarto di secolo appena, perché quella conquista venisse messa a rischio: caduti gli impegni di alleanza con la Germania di Hitler, il nostro territorio fu occupato “manu militari” dalle truppe tedesche, mentre le forze italiane dislocate in Balcania e in Grecia si trovarono improvvisamente alla mercé dei comandi nazisti. Di fronte a un’occupazione fulminea e paralizzante, l’Italia – indecisa, spiazzata – trattò in segreto con gli Alleati, fino alla firma dell’ Armistizio di Cassibile e alla resa senza condizioni annunciata l’ 8 settembre. Fu il giorno in cui l’Italia si trovò allo sbando, con le istituzioni in frantumi. Ma da quelle ceneri, come una fenice, nacque quello che gli storici chiamano il “Secondo Risorgimento”: vent’anni no, venti mesi di resistenza che videro migliaia di italiani scegliere, spesso senza ordini né comando, da che parte stare.
LE TRE ANIME DELLA RESISTENZA ITALIANA – IL PREZZO PAGATO: SCOLPITO NEL MARMO
Ci sono numeri che vale la pena ripetere, perché raccontano più di ogni discorso il prezzo di quella sceNel solo settembre 1943, tra Italia, Corsica, Grecia e Jugoslavia, caddero in combattimento circa tremila militari. Furono i Lancieri di Montebello, i Granatieri di Sardegna e i Carabinieri a sostenere i primi scontri a Roma, a Porta San Paolo. Fu la Divisione “Acqui”, a Cefalonia, a resistere fino all’annientamento per mano della Wehrmacht. Non difendevano una città o un’isola: difendevano la bandiera e l’onore delle armi.
LA PRIMA M.O.V.M.

La guerra di liberazione delle Forze Armate regolari (527.000 militari); la lotta partigiana (80.000 combattenti) e la prigionia degli internati nei campi di concentramento (590.000 militari) – sono incise, per non essere dimenticate, nel marmo del monumento di Porta San Paolo. Lì si leggono anche altri due numeri, forse i più pesanti: 87.000 caduti in combattimento, e 299 eroi decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Tra i primi a pagare fu il Gen. Ferrante Gonzaga del Vodice, fucilato la sera stessa dell’ 8 settembre per essersi rifiutato di consegnare le armi della sua Divisione ai tedeschi: la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare di quella nuova guerra. A lui seguirono, passo dopo passo, un esercito che tornò a combattere a fianco degli Alleati – dal “1° Raggruppamento Motorizzato” nella battaglia del Garigliano, nel dicembre 1943, fino a Marina e Aeronautica, che operarono sotto il Tricolore su tutti i fronti. Fu l’Armata della Liberazione: un capitolo che merita di restare vivo nella memoria collettiva, non archiviato tra le pagine ingiallite dei libri di storia.
A PORTA SAN PAOLO, IL CAPO DELLO STATO IN PRIMA FILA
A Roma, come ogni anno, il cuore delle celebrazioni ha battuto a Porta San Paolo, luogo simbolo della Difesa della città nel settembre 1943. Alle 9.30 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro in memoria dei militari e dei civili caduti nei combattimenti dell’8-10 settembre di quell’anno, mentre tutt’intorno sventolavano i labari e i medaglieri delle associazioni d’arma e combattentistiche, in un silenzio raccolto, rotto solo dalla presenza ordinata e partecipe di veterani giunti da ogni parte d’Italia e di semplici cittadini. Accanto al Capo dello Stato, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Dopo l’omaggio alle lapidi, il corteo istituzionale si è spostato nel vicino Parco della Resistenza 1943, dove un’aiuola di rose scarlatte ricorda il sacrificio delle eroine romane cadute per la liberazione della Città Eterna. Nel pomeriggio, in Campidoglio, l’Anpi ha dedicato spazio e memoria al ruolo della popolazione romana nei giorni successivi all’Armistizio.
A TRENTO, L’OMAGGIO A CHI DISSE NO ALLA PROFFERTA NAZISTA … “SENZA ARMI IN MANO”.
A Trento la giornata ha avuto un accento diverso, ma non meno intenso: quello riservato agli Internati Militari Italiani, uomini che dopo l’8 settembre … a fronte delle “lusinghe” della fantomatica Repubblica di Salò, accettarono l’umiliazione e la prigionia nei lager “d’oltralpe”. Estrema ed unica forma dignitosa di “Resistenza silenziosa: “senza armi”. Una scelta di valore, pagata dalla massa dei prigionieri, con la fame, il freddo e i lavori forzati. Mentre, per tanti altri, con l’olocausto della vita causata da malattia, mutilazioni, angherie e patimenti.

IL NOSTRO DOVERE
<< È fondamentale, anche attraverso cerimonie come questa, mantenere viva la memoria su un periodo della nostra storia caratterizzato dalle tragedie umane e dalle distruzioni materiali causate dalla guerra -ha detto l’assessore Simone Marchiori- ricordando come da quella pagina dolorosa sia nata una storia diversa, fondata sulla pace, sulla convivenza e sul rispetto tra i popoli. Un percorso che passa anche per la Costituzione repubblicana e per il progetto di un’ Europa unita. Non è un caso che l’appuntamento sia arrivato a pochi giorni dal 5 settembre, “Giornata dell’Autonomia”, quando proprio Trento aveva ospitato il Presidente Mattarella per l’ 80° anniversario dell’ Accordo De Gasperi-Gruber.[3]
Due ricorrenze diverse, un solo filo conduttore: la costruzione, giorno dopo giorno, di una convivenza pacifica. A Piazza Dante, Al cospetto della targa che ricorda gli 800 caduti tra i 10mila internati trentini, la cerimonia – organizzata da Comune di Trento con Anpi, Anei e Fondazione museo storico del Trentino – è proseguita con gli interventi della presidente dell’ Anpi di Trento Marta Anderle, del rappresentante dell’ Anei Maurizio Tomasi e del sindaco Franco Ianeselli, alla presenza di numerose autorità civili e militari.
UNA CERIMONA CHE RIGUARDA TUTTI … NESSUNO ESCLUSO.
Da Roma a Trento, in fondo, la giornata ha raccontato la stessa cosa con voci diverse: quella di uomini che, messi di fronte al crollo di ogni certezza, scelsero comunque da che parte stare – con le armi o senza, all’diaccio tra i boschi o sul campo di battaglia, ovvero, dietro il filo spinato di un lager. È a loro, alla fedeltà silenziosa e spesso senza riconoscimento di migliaia di soldati italiani, che l’Italia di oggi deve la propria libertà. Ricordarlo, ogni 8 settembre, non è un rito: è massimo dovere.
[1] – Per i protagonisti di quegli eventi, l’8 settembre rappresenta un momento di forte crisi, la «notte della patria» come la chiama Luraghi, ma non la sua morte.
[2] – L’armistizio di Cassibile, detto anche corto o breve (in relazione al c.d. Lungo – o della resa incondizionata-, firmato tre settimane dopo tra l’Italia e le potenze alleate), fu un atto della Seconda Guerra Mondiale che prevedeva la cessazione delle ostilità tra gli Alleati e l’allora Regno d’Italia con la resa incondizionata di quest’ultimo. Firmato il 3 settembre 1943 tra i Generali G. Castellano e Walter Bedell Smith, ma divenuto pubblico l’ 8 settembre successivo. La stipula avvenne in Sicilia presso Siracusa ma, nel rispetto di una clausola che ne prevedeva l’ entrata in vigore all’atto del suo annuncio pubblico, fu secretato fino all’8 successivo.
[3] – Karl Gruber e Alcide De Gasperi sottoscrivono il 5 settembre 1946 l’accordo che prende il loro nome a tutela della minoranza di lingua tede-sca in Sudtirolo.
Author Profile
Latest entries
Prima Pagina10 Settembre 2026DATE MEMORABILI, ALLE RADICI DELLA REPUBBLICA – L’83esimoAnniversaario dell’8 Settembre Tra Roma e Trento
Approfondimenti e Reports23 Agosto 2026LA NOBILTÀ DELLE RICORRENZE EROICHE – 82esimo Anniversario dell’Eccidio dei Carabinieri ‘Martiri dell’Arma’ – Fiesole, 12 agosto 1944: Il Sacrificio che Salvò Dieci Vite
Cultura22 Agosto 2026BERLINO, 65 ANNI DOPO LA CADUTA DI UN “MURO DELLA VERGOGNA”- Il Lungo Cammino Della Libertà
Approfondimenti e Reports15 Agosto 2026ACCADEMIA MILITARE DI MODENA – Dove il Dovere Diventa Futuro
