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DEMOCRAZIA POSSIBILE E NECESSARIA. Dalla Crisi del Sistema Politico alla Conoscenza Diffusa – (Egea editore)

Uno stile deciso, diretto, senza sbavature, tipico di un’abilità espositiva di chi padroneggia la lingua italiana e l’argomento, caratterizza questo libro che si preannuncia di grande interesse fin dal titolo. 

Democrazia possibile e necessaria. Dalla crisi del sistema politico alla conoscenza diffusa (Egea editore),  ritengo sia, senza riserve, un’opera meritoria che mette a nudo, attraverso una narrativa essenziale ma argomentata, le criticità del sistema democratico contemporaneo. Un sistema quello attuale depauperato del suo identitario ontologico e ridotto a mera espressione astratta inconferente con il significato che per secoli ne ha permesso quella definizione scevra da ambivalenze che efficacemente l’autore richiama fin dall’abbrivio:  democrazia significa mettere il sistema produttivo al servizio della collettività massimizzando risorse ed equità distributiva.  

La diacronica fattuale che ha condotto all’attuale suo snaturamento è puntualmente focalizzata da Musso.

Con il riconoscimento dei diritti umani e una complessa organizzazione produttiva diretta a soddisfare i bisogni collettivi si è assegnato uno statuto giuridico-politico alla specie biologica e, in tal modo, si è stabilito anche formalmente l’ingresso dello Stato moderno nella dimensione biopolitica.

Segnando una crasi con i paradigmi di governo dell’’800 e inizio ‘900 volti a preservare l‘oligarchia della borghesia,  nella seconda metà del ‘900 il suffragio universale ha imposto l’affermazione di un concetto di biopolitica nuovo in cui  l’intervento attivo del potere sulla vita biologica dell’uomo, cioè dell’uomo in quanto essere vivente: l’uomo, nella sua interezza, è concepito come l’oggetto-soggetto della politica

Nel secondo Novecento, il tema dei diritti si è prestato a valere come bandiera e simbolo di identità di una specifica “forma di civiltà” (segnatamente nella stessa Commissione incaricata della redazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dove il contrasto fra le potenze occidentali e il blocco sovietico viene insistentemente giocato sul contrasto fra i diritti di libertà e i diritti sociali).

È qui che il potere politico è divenuto biopolitico, in funzione del benessere degli individui e della popolazione, mostrando come ogni progressivo ampliamento dei diritti e delle libertà dei cittadini abbia in realtà come suo corollario, una crescente iscrizione della loro vita nell’ambito del governo. La biopolitica ha significato che chi governa doveva occuparsi di chi è governato sino all’ aspetto biologico, garantendo soddisfazione  delle istanze esistenziali, parità dei diritti, e controllo delle scelte politiche.

L’analisi di Musso si snoda in una perizia diagnostica dei fattori che hanno nel tempo prodotto la rottura della interconnessione virtuosa, propria di quell’economia del “fare” – segnatamente propria della seconda metà del ‘900 –  atta ad assicurare la vitalità di un sistema di governo produttivo di benessere sociale e di ricchezza attraverso il sapiente utilizzo del capitale,  quale è quello connaturato alle democrazie.Una  democrazia è, nella prospettiva preconizzata dall’autore,  una società nuova, possibile e necessaria, fondata sul diritto e regole, in cui la domanda collettiva venga soddisfatta.

Una tale democrazia è ancora possibile, afferma insistentemente l’autore, e, forte della sua esperienza imprenditoriale di oltre mezzo secolo nel porto di Genova, indicizzandone le criticità attuali ne individua le ipotesi di recupero. Focalizzando le dinamiche del sistema produttivo, dimostra che possa riprospettarsi in un “quarto potere” , organizzazione pubblica territoriale capace di gestire, lasciando invariata l’organizzazione del produttore,  la domanda collettiva con le medesime logiche  di quella individuale.

Un sistema in cui le libere elezioni realizzano l’interazione tra pubblico (oggi parassitario e incancrenito nelle sclerosi burocratiche) e privato  (sempre più emarginato dall’oligarchia di potere economico e proclive a confidare nella politicanza oracolare) pienamente e responsabilmente (in quanto corpo elettorale informato e inserito nel ciclo produttivo) con l’obiettivo di nominare la classe politica privilegiando competenza ed efficienza e al tempo stesso di controllarne l’operato ponendo argine alla degenerazione esponenziale avviata negli anni ‘80 del secolo passato, anticamera delle dittature incalzanti.

I diritti umani divenuti anche diritti positivi, perno della “democrazia costituzionale” del secondo dopoguerra, diritti “positivizzati”, sostenuti dalla forza normativa delle carte costituzionali o dei documenti internazionali, possono essere così efficacemente impiegati per contestare i dispositivi di marginalizzazione e di esclusione  dominanti. In tale prospettiva , il “quarto potere”, descritto nel saggio di Musso,  apre a possibili nuovi scenari, che incidono sul ruolo dei diritti nel discorso pubblico e nella prassi politico-giuridica odierna, al fine di restituire alla collettività strumenti efficaci di controllo democratico.

BRUNO MUSSO

Bruno Musso, laureato in Economia e commercio e specializzato alla London School of Economics, è presidente del Gruppo Grendi, storica azienda di logistica e trasporto marittimo fondata a Genova nel 1828.

È stato tra i protagonisti del processo di riforma del sistema portuale italiano culminato nella legge del 1994, collaborando con Confitarma e con le principali istituzion

Ha seguito progetti di innovazione logistica e sviluppo infrastrutturale legati al sistema portuale ligure e collabora con l’Istituto SiTI sul progetto B.R.U.C.O., dedicato all’integrazione fra porto e pianura padana

Da anni affianca all’attività imprenditoriale una riflessione sui rapporti tra economia, istituzioni e trasformazioni sociali.

È autore di saggi e interventi sui temi dello sviluppo economico e della democrazia contemporanea.

 

Author Profile

Antonella Giordano

Data:

16 Luglio 2026
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