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HONDURAS, JUAN ORLANDO HERNANDEZ TORNA IN TRIBUNALE – Un Nuovo Processo dopo la Grazia di Trump

Juan Orlando Hernández, l’ex presidente dell’Honduras graziato negli Stati Uniti da Donald Trump dopo una condanna a 45 anni di carcere, è rientrato nel proprio Paese, dove dovrà affrontare un nuovo processo con accuse di frode e riciclaggio di denaro. Accompagnato dalla famiglia e dal proprio collegio difensivo, questo lunedì si è presentato spontaneamente davanti alla Corte Suprema di Giustizia per sottoporsi al procedimento.

“Sono qui accompagnato dalla mia famiglia, grazie a Dio”, ha dichiarato. “Oggi ci troviamo ancora una volta di fronte alla giustizia e a questa ondata di persecuzione politica”, ha aggiunto, sostenendo di essere vittima di un accanimento giudiziario.

Presidente dell’Honduras dal gennaio 2014 al gennaio 2022, Hernández – noto anche con l’acronimo JOH – è stato successivamente coinvolto negli Stati Uniti in un procedimento per reati legati al narcotraffico e alla corruzione. Nel febbraio 2022 le autorità statunitensi ne hanno richiesto l’estradizione; la polizia honduregna lo ha quindi arrestato e consegnato alla giustizia americana, che nel 2024 lo ha condannato a 45 anni di reclusione. Politicamente vicino a Donald Trump, è stato successivamente graziato dal presidente statunitense dopo il suo ritorno alla Casa Bianca nel dicembre 2025. La sua vicenda qui: https://www.internationalwebpost.org/da-narco-presidente-a-uomo-libero-negli-usa-la-vicenda-di-juan-orlando-hernandez/

In patria, tuttavia, lo attendeva un nuovo procedimento giudiziario. Hernández è coinvolto in un caso di appropriazione indebita di quasi 11 milioni di dollari, per il tramite di due fondazioni nel periodo compreso tra il 2010 e il 2013, quando ricopriva la carica di presidente del Parlamento honduregno. Secondo l’accusa, quelle risorse sarebbero state utilizzate per finanziare la campagna elettorale che lo avrebbe poi portato alla presidenza della Repubblica. JOH e i suoi legali respingono ogni addebito e nel frattempo il fascicolo è stato trasferito dalla Corte Suprema di Giustizia al tribunale ordinario, poiché l’ex presidente non riveste più alcuna alta carica dello Stato.

Il mandato di arresto emesso nei suoi confronti è stato temporaneamente sospeso lo scorso giugno, circostanza che gli ha consentito di rientrare in Honduras senza essere arrestato immediatamente all’atterraggio del volo privato proveniente da Fort Lauderdale. Resta tuttavia aperta la questione della misura cautelare richiesta dalla procura in attesa del processo, alla quale la difesa si oppone sostenendo l’incompatibilità delle sue condizioni con il sistema penitenziario honduregno.

“Il mandato di arresto è stato notificato soltanto a Juan Orlando Hernández”, ha affermato parlando di sé in terza persona. “Già il 9 dicembre scorso avevo chiesto al mio avvocato di sollecitare il giudice a sospenderlo. A tutti gli altri è stato consentito di comparire in tribunale da uomini liberi”. L’ex presidente ha quindi ribadito di ritenersi vittima di una “persecuzione politica”, richiamando anche gli altri ricorsi ancora pendenti.

Respinta dal giudice specializzato in criminalità organizzata la richiesta della difesa di mantenere il procedimento davanti alla Corte Suprema di Giustizia, si è aperta l’udienza preliminare. Hernández ha ribadito di voler affrontare il processo e ha dichiarato che non accetterebbe mai un’eventuale amnistia qualora il Congresso nazionale decidesse di approvarla.

Esponente del Partito Nazionale, Juan Orlando Hernández ha governato l’Honduras seguendo una linea conservatrice, incentrata sul rafforzamento della sicurezza, sul contrasto alla criminalità organizzata e sull’attrazione degli investimenti esteri. In stretta alleanza con gli Stati Uniti, il suo governo ha rafforzato il ruolo dell’esercito e della polizia nella lotta alle gang, contribuendo a una significativa riduzione del tasso di omicidi. Tra le principali iniziative sociali figura il programma “Vida Mejor”, rivolto alle fasce più povere della popolazione, mentre sul piano economico ha promosso investimenti privati e grandi opere infrastrutturali.

La sua presidenza resta tuttavia una delle più divisive della storia recente dell’Honduras. Una parte della popolazione gli riconosce il merito di aver migliorato la sicurezza e la stabilità economica del Paese; un’altra lo accusa invece di aver concentrato il potere nelle proprie mani e di essersi ricandidato nel 2017 grazie a una controversa decisione della Corte Suprema che eliminò il divieto costituzionale di un secondo mandato consecutivo. Quelle elezioni furono accompagnate da pesanti contestazioni dell’opposizione, che denunciò brogli elettorali e diede vita a proteste represse con la forza.

(Foto interna di copertina: l’ex presidente Juan Orlando Hernández, credits: Pagina 12)

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Enrico Picciolo

Data:

4 Agosto 2026
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