“Autostrada deserta, al confine del mare sento il cuore più forte di questo motore, sigarette mai spente sulla radio che parla io che guido seguendo la luce dell’alba”. Stanotte questa musica diffusa nell’oscurità del mio viaggio sembra scritta apposta per me e mi fa sentire meno solo; grazie Antonello per questo testo.

Ho lasciato alle spalle una vita intera, soltanto una valigia carica di speranze mi accompagna in questa notte stranamente lunga.
Tutti mi dicevano di non partire, di restare, di continuare a combattere, cercavano di convincermi ma ogni loro parola, ogni fatto, ogni sguardo sussurrato mi rafforzava nel contrario.
Soltanto ieri ero tornato a casa dopo l’ennesima giornata di lavoro condotta con fatica, il frigo vuoto, la mia testa vuota, la mia vita vuota. Dovevo fare qualcosa… ma cosa?
Guardo fuori dalla finestra, la pianta di rosmarino sul davanzale mi implora di abbandonarla, di lasciarla andare, fa fatica a stare con me.
Una strana sensazione mi assale, questa non è più la mia missione, non mi riconosco, non so chi io sia, nessuno lo sa… ma in fin dei conti non ho più voglia di spiegare i miei pensieri, anzi non sento più pensieri dentro me.
Apro la dispensa, una bottiglia di vino rosso, l’ultima presente. Con un silenzio profondo nella stanza, stringo un calice nella mano, lentamente lo riempio ed in questo gesto, apparentemente semplice, mi si palesa la vita di qualcun altro, colui o colei che ha coltivato le uve, che le ha vendemmiate, che ha imbottigliato questo liquido racchiuso nella bottiglia tra le mie mani. Percepisco fatica, sudore, delusione, gratificazione, passione, gioia ma anche tante tante lacrime.
Comprendo che è arrivato il mio momento, capisco che la vita è altro, ipotizzo un futuro diverso, immagino una vita diversa. Quasi mosso da una energia ribelle, mi guardo intorno, apro la valigia, la riempio di vestiario senza pensarci troppo su. Spengo le luci, mi chiudo la porta alle spalle e mi incammino per le scale senza voltarmi.
Mi sento felice, raggiante, stimolato da una decisione presa d’impulso e soprattutto… senza meta alcuna. Sono sempre stato un decisionista, un calcolatore, ogni giornata era scandita da tempi prefissati. Ogni incontro serviva a raggiungere un obiettivo, tutto era deciso, nulla lasciato al caso.
Questa notte ho detto BASTA! Questa notte sono nato una seconda volta. Dove andrò, cosa farò, chi incontrerò, dove mangerò e dove dormirò… non lo so, ma questo non sapere è proprio la base del mio star bene. Non mi sento preoccupato, tutt’altro, sono felice come non mai. L’auto procede la sua corsa, avrò già fatto almeno 500 chilometri ma non mi sembrano abbastanza per scappare da una vita che non desideravo più, ne farò altri 300 o 400 e vedremo dove mi porterà questo lembo di asfalto lucido. L’alba non è ancora visibile.
Non voglio farmi trovare impreparato dal nuovo sole, voglio che mi veda in una nuova veste… ecco mi dirigerò verso colui o colei che con il proprio vino mi hanno invogliato a fuggire… sì, li voglio incontrare, conoscere, parlarci e ringraziarli perché senza saperlo mi hanno eternamente salvato.
Buona viaggio.
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