La sicurezza deve essere un dovere dello Stato. Con questa sintesi, il neo presidente del Cile José Antonio Kast ha illustrato in questi giorni il suo progetto di maxi riforma della sicurezza nazionale, un pacchetto di interventi che comprende provvedimenti di diverso rango, a partire da una riforma della Costituzione.
Conservatore e politicamente vicino a Donald Trump e Javier Milei, Kast aveva costruito la propria campagna elettorale attorno ai temi della sicurezza, dell’ordine pubblico e del controllo dell’immigrazione, facendo leva su argomenti particolarmente sentiti dall’opinione pubblica cilena e, più in generale, latinoamericana. Promessa fatta, promessa mantenuta: il primo tassello del piano è proprio la revisione della Carta fondamentale, con l’obiettivo di fornire una solida base giuridica ai successivi interventi legislativi.
Tra le modifiche costituzionali previste figura l’introduzione esplicita del dovere dello Stato di garantire la sicurezza pubblica e la protezione della popolazione e della famiglia. La riforma contempla inoltre la definizione di un elenco delle principali organizzazioni criminali e terroristiche, prevedendo come reato già la semplice appartenenza a tali gruppi. Saranno inoltre agevolati il sequestro e la successiva liquidazione dei beni riconducibili alle organizzazioni criminali mentre, infine, la Costituzione dovrebbe introdurre uno specifico stato di emergenza attivabile in caso di gravi compromissioni della sicurezza pubblica.
La stretta contro la criminalità si inserisce in un progetto più ampio che, oltre alle modifiche costituzionali, comprende un articolato pacchetto di interventi legislativi. Il governo ha presentato ufficialmente il piano nel corso di una visita di Kast alla Scuola dei Carabineros, la polizia nazionale cilena, delineando una vera e propria offensiva contro il crimine.
Sono già 19 i progetti di legge all’esame del Parlamento. Tra questi figurano nuove norme sulle regole d’ingaggio e sull’uso della forza da parte delle forze di sicurezza, sulla legittima difesa, sui controlli che le Forze Armate potranno effettuare durante gli stati di emergenza, sull’inasprimento delle pene per gli attacchi contro le forze dell’ordine, sul prolungamento dei termini di trattenimento degli immigrati irregolari e su nuove disposizioni in materia di responsabilità penale minorile e di reclutamento di minori da parte delle organizzazioni criminali.
A questi provvedimenti si aggiungeranno presto altri nove disegni di legge che il governo intende sottoporre al vaglio del legislatore. Tra le misure più significative figurano la riforma complessiva della sicurezza delle frontiere, l’eliminazione del requisito della violenza previsto dalla legge “anti-barricate” e l’istituzione di un’agenzia incaricata del sequestro, della distruzione e dello smaltimento dei beni di provenienza illecita, comprese le macchine da gioco e altre attività esercitate illegalmente.
“Il crimine organizzato, il traffico di droga e la criminalità hanno occupato finora spazi che non spettano loro. Voglio dirvi che il vento è cambiato”, ha dichiarato Kast agli agenti schierati in Plaza de Armas, durante un’operazione di sicurezza che il presidente ha voluto seguire personalmente nel centro della capitale, per ribadire la presenza dello Stato e il sostegno del governo alle forze dell’ordine. Il messaggio si è concluso con un appello dal forte valore simbolico: “Recupereremo la nostra patria”.
La strategia, ribattezzata Agenda contro il crimine organizzato e il terrorismo (ACOT), secondo il presidente richiede non solo un rafforzamento operativo delle forze di sicurezza, ma anche un profondo adeguamento dell’impianto normativo. “La criminalità organizzata, il terrorismo e il traffico di droga non rispettano le leggi. Dobbiamo trovare il modo di anticipare quella criminalità che sfrutta i limiti del nostro ordinamento e che colpisce la vita dei nostri compatrioti”, ha affermato Kast.
Il presidente ritiene che l’intero pacchetto possa essere approvato entro Natale, anche sfruttando l’attuale maggioranza parlamentare, che potrebbe ridursi nei prossimi mesi a causa delle vicende giudiziarie che coinvolgono alcuni senatori, la cui immunità parlamentare è a rischio.
Inizia così la legislatura del presidente più conservatore della storia democratica cilena. Dopo i primi interventi in materia economica, con i quali il governo ha ridotto la tassazione per le grandi imprese, Kast passa ora al capitolo che considera prioritario del proprio programma: la sicurezza.
(Foto interna di copertina: il presidente cileno José Antonio Kast durante una rassegna. Credits: La Tercera)
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